Ispettore nel ristorante denuncia mancanze ed è accusato di stalking
Castelfranco. Sette anni e mezzo di processo. Tanto sono costate a un 54enne bolognese le avances non gradite fatte all’ex responsabile di un noto ristorante-mensa per aziende di Castelfranco.
Dopo innumerevoli rinvii, adesso il processo sta per concludersi con un verdetto comunque beffa, perché se non ci sono altri colpi di scena arriverà il 27 gennaio a due giorni dalla prescrizione. Anche in caso di condanna, mentre il giudice scriverà le motivazioni sarà dunque tutto prescritto. Ma lui, assistito dall’avvocato bolognese Marco Caroppo, è comunque convinto di riuscire a dimostrare la propria innocenza, dopo che ieri nella deposizione tanto attesa ha, a suo giudizio, chiarito ogni dubbio.
La storia comincia quando la catena di ristorazione proprietaria dell’azienda nell’aprile 2013 lo invia a Castelfranco per verificare come vanno le cose nel locale in questione, su cui erano stati segnalati problemi. Lui fino al maggio 2014 affianca la responsabile, residente in provincia di Modena, nella direzione e nella gestione della cucina, riattivata a pieno regime per sua volontà, in qualità di ispettore superiore. Durante la convivenza lavorativa si invaghisce di lei: le fa gentilezze, le manda cioccolatini, le invia sms e, secondo l’accusa, nel luglio 2013 prova anche a baciarla.
La crisi scoppia nel maggio 2014 quando nel concludere la sua relazione ispettiva, il 54enne comunica all’azienda gravi mancanze professionali riscontrate nella direzione della donna, a cui viene fatta una contestazione disciplinare. Quando gliela comunicano, lei esce dalla stanza e va a denunciare il 54enne per molestie. Atto dovuto nonostante fosse passato un anno, secondo lei. Vendetta, secondo lui. Fatto sta che si apre un processo per molestie, che poi nel 2019 viene derubricato dalla Procura in stalking: questo comporta il rinvio del fascicolo al pm e il rifacimento di tutta l’istruttoria. Ecco perché questi tempi. Oggi nessuno dei due lavora più in quel ristorante.
Va detto che durante le indagini l’uomo si è fatto interrogare per due volte, in ottica di massima collaborazione. E ieri ha negato con forza ogni addebito, dicendo di non essere mai arrivato a comportamenti persecutori. Il 27 gennaio verranno sentiti i testi della difesa poi si procederà con discussione e (a questo punto doverosa) sentenza. Altrimenti con la prescrizione tutto è stato vano.
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