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Oggi un altro sciopero per la dieta sanguinea, ma la scuola è aperta

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CASTELFRANCO. “Dieta sanguinea, capitolo due”. Potrebbe essere questo il titolo della seconda puntata di una vicenda che riguarda, e riguardava, anche l’istituto comprensivo “Marconi” di Castelfranco e che aveva fatto parecchio discutere solo alcuni mesi fa. Era novembre quando la scuola di Gaggio rimase chiusa in seguito allo sciopero indetto dalla sigla Saese. Motivo? Il sindacato chiedeva «disposizioni per la conoscenza e la promozione della dieta sanguinea» nelle scuole. Una dieta che mette in correlazione il cibo e il sistema immunitario. Per farla semplice: il menù è “tarato” sul gruppo sanguigno di chi frequenta la mensa scolastica.

Una mobilitazione che si ripeterà anche nella giornata di oggi. A differenza della già citata puntata precedente, però, nessuna scuola rimarrà chiusa. La direzione scolastica ha comunicato ai genitori che alcuni insegnati, proprio come era già accaduto, non hanno comunicato se aderiranno o meno. Per questo, per alcune classi non è appunto garantita la presenza dei docenti. Nessun nuovo caso mediatico, ma comunque un altro episodio legato a questa pratica, la dieta sanguinea, attorno alla quale si è acceso un dibattito importante. Sono diversi gli esperti che rimarcano un aspetto non certo secondario: la dieta sanguinea, infatti, non ha trovato riscontri scientifici. I fatti di novembre, tra l’altro, avevano fatto arrabbiare parecchio i genitori e il sindaco Giovanni Gargano. La dieta sanguinea, in quel caso di Gaggio, era arrivata fino a Roma e al ministero dell’Istruzione.

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