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La casa cantoniera abbattuta, era un simbolo del degrado

Stefania Piscitello
La casa cantoniera abbattuta, era un simbolo del degrado

L’edificio di Casinalbo dismesso da tempo, ora l’intervento delle Ferrovie I residenti: «È la storia della frazione, strano non vederla ma è giusto così»

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Formigine. C’era una volta la casa cantoniera della ferrovia di Casinalbo. C’era, ed ora non c’è più. Sì, perché il fabbricato adiacente alla ferrovia, all’intersezione tra via Giardini e via Radici nella frazione formiginese è stato demolito. Era da tempo in effetti che i residenti – il tema è anche approdato almeno un paio di volte in consiglio comunale – avevano chiesto che si facesse qualcosa per quell’edificio, ormai dismesso e col tempo degradato sempre più. Ora lì non resta che un cumulo di terra e sassi, dopo che Fer ha provveduto alla demolizione del casello.

Nel febbraio del 2020 la consigliera comunale della Lega Elisa Berselli aveva portato la questione all’attenzione del Consiglio. Erano infatti giunte segnalazioni che riferivano la presenza di topi nei pressi dell’edificio. D’altra parte che le condizioni dell’ex casa cantoniera fossero precarie era ormai evidente e per farsene un’idea è sufficiente “tornare indietro nel tempo” osservando la struttura sulle mappe di Google: le piante infestanti avevano ormai avvolto praticamente tutta la costruzione che peraltro presentava anche problemi di staticità. Insomma si trattava di una questione da risolvere per Casinalbo.

«Certo che sono contento che l’abbiano buttata giù», così un residente, Giorgio. «Un po’ sembra strano non vedere più quell’edificio che forse era un po’ un pezzo di storia del paese – continua – ma sono certo che faremo presto l’abitudine. C’era solo della sporcizia intorno, erbacce e così via, è giusto così». Quella casa cantoniera, come del resto tante altre che si possono vedere girovagando in auto, “deturpava” in un certo senso il volto della frazione. «Io abito qui vicino – interviene Paolo – e passo sempre qui quando esco per fare due passi, perciò ho notato fin da subito come è cambiata l’area, credo che adesso faccia un’altra figura».

L’amministrazione comunale comunque ha fatto il possibile per sollecitare Fer a provvedere alla demolizione: il Covid ha purtroppo rallentato i tempi. A giugno 2021 infatti, quando era stata presentata una nuova interpellanza sulla questione, a rispondere ci aveva pensato l’assessore ai lavori pubblici Armando Pagliani, che aveva illustrato le varie fasi portate avanti fino a quel momento. Già a febbraio 2020 era stato comunicato che sarebbero state avviate le pratiche demolitorie e a giugno 2021 il Comune era stato informato sugli sviluppi: «Nel merito delle procedure di demolizione, siamo stati informati che non sono ancora stati effettuati i distacchi impiantistici da parte di Enel e Telecom sul fabbricato di Via Radici, presumibilmente per limitazioni alla operatività dei due fornitori di rete durante l’emergenza pandemi, senza i quali è impossibile, ovviamente, procedere alla demolizione da parte di Fer».

Insomma il percorso non è stato semplice, ma alla fine nei giorni scorsi il Comune ha ufficialmente comunicato la notizia: «L’impegno era stato preso dall’amministrazione comunale, come da richiesta di alcuni consiglieri comunali e cittadini. La demolizione del fabbricato rende l’area più sicura, e più decorosa dal punto di vista urbano. Il sindaco Maria Costi ringrazia Fer per aver realizzato la demolizione e la sistemazione dell’area».

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