Uffici giudiziari in crisi: a Modena manca il 27% del personale previsto In Procura al lavoro 7 pm su 12
L’ALLARME
A Modena gli uffici giudiziari sono carenti del 27% del personale. Più di uno su quattro, insomma, sia per magistrati che per impiegati. Il dato allarmante è stato sottolineato nella relazione della Procura Generale e si somma con quello di altri uffici in regione. Parte del personale poi fruisce del part time e di congedi. In molti uffici giudiziari si cerca di supplire a questa situazione, che compromette la regolarità del servizio, ricorrendo a personale messo a disposizione da altre istituzioni (uffici di polizia giudiziaria, enti locali, addirittura enti di volontariato), oppure a giovani che effettuano stage o tirocini formativi non retribuiti, in accordo con scuole superiori e università. Si tratta di soluzioni spesso precarie e inadeguate nella prospettiva di una programmazione dell’organizzazione lavorativa di lungo periodo. Altro dato frequentemente segnalato è quello della elevata età media del personale, che, secondo la Corte d’Appello, «comporta a volte rischi di fenomeni di demotivazione e difficoltà nell’ adattarsi alle nuove e indispensabili procedure informatiche». Nonostante questa lentezza nel passaggio al digitale, tipico di tutta la pubblica amministrazione, l’effetto positivo si nota sia nella spedizione degli atti che nella digitalizzazione dei documenti.
Come ha spiegato nella sua relazione il procuratore generale facente funzioni di Bologna Lucia Musti: «La Procura generale è costretta all’applicazione, pur limitatamente allo stato, al 50% del numero delle udienze programmate, attingendo alle procure del distretto tra le quali spicca per importante sofferenza d’organico la Procura di Modena in cui mancano cinque sostituti procuratori sui 12 previsti in organico. Soddisfacente è invece la situazione degli organici nelle altre procure». La mancanza di personale colpisce anche il Tribunale di Sorveglianza che si occupa dei detenuti e di tutte le forme di semilibertà, premi e scarcerazioni. Con gravi conseguenze. Il fatto che a Bologna ci siano quattro post i vacanti con un mare di sfascicoli ancora aperti (25mila), si legge nella relazione, «pone il Tribunale di Sorveglianza e l’Ufficio di Sorveglianza di Bologna in condizioni di oggettiva grave difficoltà operativa, che si cerca di contenere attraverso l’applicazione dei colleghi dell’Ufficio di sorveglianza di Modena». Il giudice di sorveglianza, in altre parole, deve dare una mano a Bologna, rallentando le pratiche che sta seguendo. Il dato si riflette sul flusso di pratiche che rispetto a Bologna resta comunque esiguo: 440 richieste accolte, 42 respinte, 158 pendenti. Pratiche definite nel 2021: 636. Tornando alla annosa questione dei posti vacanti, le tabelle fornite dalla Corte d’Appello dicono molto, anche se purtroppo non distinguono tra uffici delle Procure e dei Tribunali e quindi viene fornito un dato elaborato complessivo poco significativo dei problemi specifici. In ogni caso, il personale amministrativo previsto per il Tribunale di Modena è di 113 unità. Di questi 88 sono in servizio, 25 vacanti e quindi la scopertura esatta è del 26,6%. Un dato secondo solo a Bologna (29) e a altere funzioni che spesso però interagiscono con procura e tribunale (Minori 40%, sorveglianza 33%). Quanto ai magistrati, 41 è il numero di giudici previsto per Modena, mentre sono 31 le presenze effettive e 9 i posti vacanti con una scopertura del 21%. Manca insomma un magistrato su 5.
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