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Ha avuto il green pass il venezuelano Ferrari Rios «Ora tocca alla Questura»

D.M.
Ha avuto il green pass il venezuelano Ferrari Rios «Ora tocca alla Questura»

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Serramazzoni. Grazie alla rete di solidarietà che si è attivata sul suo singolare caso, vede la luce in fondo al tunnel il venezuelano che, arrivato a Serra, è finito ingabbiato nella burocrazia al punto da non potere neanche più andare al bar.

È la storia che la Gazzetta ha raccontato nei giorni scorsi di Juliano Ferrari Rios, 51enne figlio di Giuseppe Ferrari che, nativo di Montagnana (Serramazzoni), emigrò in Venezuela appunto. Lui, ingegnere informatico che lavora nelle estrazioni petrolifere per un’importante società di Houston, il 5 dicembre era atterrato a Parigi per poi giungere in treno e in auto a Serra per avviare l’iter di ottenimento della cittadinanza italiana. Ma non ha potuto farlo per l’impossibilità di avere un codice fiscale. E non avendo il green pass, ma solo il passaporto vaccinale Usa per aver fatto a ottobre il monodose Johnson & Johnson, si è ritrovato nell’impossibilità di andare al ristorante o al bar, più tutte le altre restrizioni che sarebbero scattate dal 1° febbraio.

Adesso ha sia codice fiscale che green pass, che gli è arrivato giovedì. Decisivo l’intervento della Provincia, che con il presidente Gian Domenico Tomei e il capo gabinetto Luca Gozzoli si è interessata al caso riconoscendo che Juliano ha tutte le carte in regola per avere la cittadinanza e il diritto a veder convertito il suo passaporto vaccinale Usa nel green pass italiano. Il codice fiscale è stato assegnato dall’Agenzia delle Entrate e con quello lui ha potuto registrare il contratto d’affitto. E a sua volta l’Ausl ha potuto procedere col green pass. Tutto risolto? No, perché ora gli serve il permesso di soggiorno: c’è un appuntamento in Questura per il 10 marzo, ma il suo visto turistico scadrà il 5 marzo. «Spero tanto che mi anticipino l’appuntamento in Questura, altrimenti non ce la faccio – ha sottolineato ieri Juliano in visita in Provincia accompagnato dal cognato Pierluigi Tosi – intanto non posso fare altro che ringraziare di cuore tutte le persone che mi hanno aiutato». «Non conoscevo il signor Ferrari Rios, ma noi qui se possiamo fare qualcosa per fare girare meglio la macchina burocratica lo facciamo con piacere, io poi in modo particolare come componente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo» ha commentato Tomei. «Juliano è stato fortunato ad avere degli amici che lo hanno aiutato, ma penso a quelle persone che si trovano a vivere situazioni come questa da soli: l’obiettivo deve essere quello di una burocrazia più semplice per tutti. Intanto speriamo che questo caso possa concludersi felicemente in tutti i suoi risvolti».





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