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Saman, lo zio al giudice «Mi hanno incastrato»

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REGGIO EMILIA. La storia che ha raccontato Danish Hasnain è diversa da quella ricostruita dai carabinieri e dalla Procura, che lo ritengono autore dell’omicidio di Saman Abbas. Lo zio paterno della ragazza, estradato la scorsa settimana e finalmente interrogato a Reggio Emilia, ha negato ogni responsabilità e ha detto, anzi, di essere stato incastrato. Il 34enne pachistano «Si dichiara all'oscuro di cosa possa essere accaduto a Saman», ha spiegato al termine il suo avvocato, Lalla Gherpelli. Hasnain è accusato di essere l'esecutore materiale e l'organizzatore dell'omicidio della 18enne, di cui si persa ogni traccia dalla sera del 30 aprile. La giovane, secondo gli inquirenti, sarebbe stata punita dai familiari perché si era ribellata a un matrimonio combinato. In concorso con lo zio sono indagati due cugini della ragazza. Lo zio avrebbe risposto a alle domande, «con coerenza e tranquillità». Anche a quella relativa al video che lo ritrae con pala e piede di porco insieme a due cugini, il 29 aprile, quando secondo gli investigatori andarono a scavare la fossa a Saman: «Ha detto che andarono a fare lavori nell'orto».

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