Gazzetta di Modena

Modena

emergenza freddo 

Accolti i senzatetto che stazionavano fuori da San Cataldo

2 MINUTI DI LETTURA





«I senza fissa dimora che stazionavano all’interno di veicoli nella piazza Setti, che costeggia un lato del Cimitero San Cataldo sono stati accolti attraverso il piano di Accoglienza invernale o hanno iniziato percorsi di presa in carico. A circa un mese dall'avvio del piano del Comune, oltre 90 persone sono state ospitate complessivamente nelle tre strutture disponibili. Per alcuni senza fissa dimora è però impossibile l’inserimento in contesti comunitari; vengono attivati pertanto interventi educativi in strada per evitare scivolamenti verso situazioni di maggior degrado, intercettando e anticipando la possibilità di episodi socialmente riprovevoli. Ma vanno messe in atto anche strategie che rinforzano i legami sociali in un’ottica di presa in carico comunitaria del problema, almeno come capacità di comprendere che il benessere della comunità è correlato alla sua capacità di farsi carico degli ultimi».

Lo ha affermato l’assessora alle Politiche sociali Roberta Pinelli rispondendo nel Consiglio comunale, in modalità question time, di lunedì 24 gennaio, a un’interrogazione di Piergiulio Gacobazzi di Forza Italia. Il consigliere, facendo riferimento alla presenza di bivacchi accanto al cimitero monumentale, ha chiesto all’amministrazione «se sia al corrente della situazione; come intenda agire per la soluzione della problematica e per evitarne il ripetersi e, qualora fosse già intervenuta, se le persone accampate siano state identificate, se siano state trasferite e dove».

L’assessora ha precisato che le persone, tutte identificate, stazionavano all'interno di mezzi di proprietà (un’auto, un furgone, una roulotte e un camper) e sono conosciute dai servizi di Comune e Ausl: «Si tratta di situazioni complesse in cui non è semplice l'aggancio coi servizi, che interagiscono costantemente con le Unità di strada professionali e volontarie. Il lavoro coordinato e continuato nel tempo tra servizi e volontariato può generare relazioni di fiducia che consentano l'avvio di percorsi di emancipazione dalla vita in strada. Si tratta in pratica di interventi finalizzati alla riduzione del danno, poiché alcuni senza fissa dimora rifiutano il collocamento, mentre per altri i luoghi individuati non sono adeguati o non sempre si dispone di un sufficiente numero di posti».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google