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la proposta al governo  

Ecco il “piano” della Regione per reintegrare gli studenti

«Bisogna equipararla subito a quella delle persone adulte con regole ben precise che si differenziano a seconda dell’età degli alunni»

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La richieste arriva dall’Emilia Romagna ed è diretta al Governo centrale. Una richieste che il presidente Stefano Bonaccini aveva già anticipato nei giorni scorsi in una intervista pubblicata anche sulla Gazzetta. Il tema centrale è la quarantena, o per meglio dire la quarantena di bambini e ragazzi. La Regione è chiara, serve “equiparare immediatamente la quarantena tra gli studenti e il resto della popolazione”.

Si entra nello specifico. a seconda delle età: «Per quanto riguarda le scuole dell’infanzia, la proposta è quella di ridurre i 10 giorni di quarantena e di superare la regola matematica di “1 caso tutti a casa”: si chiede di prevedere la quarantena solo per i contatti stretti e di considerare i guariti come gli adulti, con il ritorno in aula dopo 5 giorni». Alle scuola primaria, le elementari, «visto che i bambini possono indossare le mascherine, si suggerisce di tenere il tampone al quinto giorno ma lasciando in classe con mascherina i vaccinati e i guariti».

Quindi le medie, la scuola secondaria dove in Emilia-Romagna si è raggiunto l’81% dei vaccinati con 2 dosi «la richiesta è che tutti possano andare a scuola con mascherina se vaccinati con 2 dosi da meno di quattro mesi o con booster» perché «nella scuola non ci devono essere contraddizioni rispetto alla situazione generale».

Infine, la richiesta di estensione del prezzo calmierato dei tamponi a 8 euro in farmacia anche alla popolazione dai 5 ai 12 anni. L’assessore alla Sanità, Raffaele Donini, ha garantito un intervento per rafforzare il rapporto con le farmacie del territorio, chiedendo la loro disponibilità, in caso di comunicazioni in ritardo da parte delle Ausl, di garantire gratuitamente i tamponi di controllo anche solo a fronte della presentazione della comunicazione della scuola.

Ma c’è di più, durante la Commissione assembleare, la vicepresidente Elly Schlein e l’assessore alla Scuola e Università, Paola Salomoni, in coro con il già citato Donini, hanno anche annunciato la disponibilità della Regione di iniziare a vaccinare a scuola, organizzandosi con le direzioni scolastiche e i dipartimenti di sanità pubblica. La Regione inoltre sta valutando la possibilità di estendere l’autotesting alla popolazione di età inferiore ai 5 anni, che non può vaccinarsi: su questa ipotesi sarà avviato un confronto con i pediatri di libera scelta.

Il tutto succede in una situazione ancora complicata, come riferiscono i numeri: dai 748 focolai nella settimana 10-16 gennaio (dai servizi educativi alle scuole secondarie di secondo grado) si è passati ai 2.415 della settimana 17-23 gennaio, da 969 a 2.225 classi in quarantena. In totale, tra studenti e personale, le persone in quarantena nelle due settimane considerate sono quasi triplicate, passando da 13.528 a 36.717. Infine, l’incidenza nella popolazione scolastica è passata da 4.504 su 100mila persone dal 10 al 16 gennaio a 6.494 tra il 17 e 23 gennaio.

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