Gazzetta di Modena

Modena

Modena. La Cardiologia del Policlinico scommette sui sistemi digitali per gli anziani

Modena. La Cardiologia del Policlinico scommette sui sistemi digitali per gli anziani

2 MINUTI DI LETTURA





MODENA. Solo il 25% dei pazienti cardiologici dai 75 anni in su utilizza mezzi digitali convenzionali come motori di ricerca, mail, smartphone e app. È il risultato dello studio pubblicato sul Journal of Geriatric Cardiology e firmato dalla Cardiologia dell’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Modena Policlinico, secondo cui l’alfabetizzazione digitale è buona tra i pazienti anziani qualora associata ad un livello alto di scolarità (diploma di scuola secondaria).

«La medicina è fatta soprattutto di decisioni più che di prestazioni di routine: i sistemi digitali ci facilitano, ma vanno resi accessibili». Sono le parole del professor Giuseppe Boriani, Direttore della Struttura complessa di Cardiologia del Policlinico di Modena e professore all’Università di Modena e Reggio, alla guida di un reparto di 17 medici e 44 fra infermieri, tecnici e Oss. Nel 2021 gli accessi al reparto sono stati 1800.

«Dobbiamo lavorare ancora molto – prosegue il professore - se vogliamo sfruttare questi preziosi strumenti digitali che celano molte potenzialità. Per farlo è necessario agire sull’educazione del paziente e dei caregiver. Siamo al principio di una strada complessa: il Covid ha dato il “via” all’espansione della telemedicina, che già attuavamo nei pazienti con dispositivi elettrici impiantati, ma bisognerà ancora investire molto per un ampio coinvolgimento di tutti i pazienti con cardiopatie e in particolare con scompenso cardiaco». La Cardiologia del Policlinico collabora strettamente con la Cardiologia dell’ospedale di Baggiovara, diretta dal dottor Stefano Tondi.

Nel contesto delle sempre maggiore importanza del settore della cardioncologia, anche il Policlinico è sensibile al trattamento dello scompenso cardiaco e di altre forme di patologia cardiaca come effetto a distanza delle chemioterapie o della radioterapia. «L’attenzione in questo settore è stata tradizionalmente molto concentrata sulla tossicità in acuto, ma vanno considerati anche gli effetti a lungo termine, visto che oggi abbiamo fortunatamente una ampia quota di soggetti trattati per patologia tumorale che sopravvive a distanza. È nostro dovere continuare a seguire questi pazienti, sorvegliando la insorgenza di problemi di scompenso o problemi aritmici o di ischemia con controlli a distanza, mediante una stretta collaborazione fra cardiologi e oncologi che stiamo intensificando», conclude il professor Boriani.
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google