Paesc: un progetto ambizioso che vuole dimezzare le emissioni
Il documento del Comune prevede una serie di azioni per mitigare l’inquinamento Benedetta Brighenti, Aess: «Bene coinvolgere i privati»
Il Piano di azione per l’energia sostenibile e il clima (Paesc) che prevede la riduzione del 55% delle emissioni entro il 2030 e il progetto europeo Zero Carbon cities, per zero emissioni di carbonio al 2050, sono stati al centro di due interventi a cura del Comune di Modena nell’ambito dell’edizione 2021 della Settimana della bioarchitettura e sostenibilità nella sede dell’Agenzia per l’energia e lo sviluppo sostenibile (Aess) di Modena. Il Paesc, redatto con la consulenza di Aess, è un corposo progetto consultabile sul sito del Comune, approvato a febbraio dello scorso anno, che raggruppa un insieme di azioni concrete per proseguire il percorso di mitigazione delle emissioni iniziato nel 2009 analizzando tra gli altri i temi degli interventi sugli edifici, la mobilità sostenibile, la pubblica illuminazione. Zero Carbon Cities è invece un progetto europeo per la sostenibilità urbana, cofinanziato dal programma Urbact III e dal Fondo di rotazione nazionale, al quale il Comune di Modena partecipa come partner. Nell’ambito di questo progetto, che terminerà ad agosto 2022, è stato costituito in città un “Urbact Local Group”, gruppo di lavoro chdel territorio, con oltre 70 partecipanti, per creare una visione condivisa per “Modena carbon neutrality” al 2050. «Il clima è diventato un focus centrale per l’ente pubblico – spiega l’ingegnere Benedetta Brighenti, presidente Aess – il Patto dei sindaci nato nel 2008 su invito della Commissione europea, nasce con l’obiettivo di sviluppare piani di azione per ridurre le emissioni di Co2 e nel tempo è diventato il più grande movimento internazionale di città. Il Comune di Modena ha aderito nel 2009. Il Paesc di Modena è uno dei più brillanti dell’Aess ed è un piano redatto insieme al Comune fondendo tutti gli strumenti che sono alla base delle politiche sul tema». Altro aspetto importante è che è previsto un monitoraggio costante dalla Commissione Europea. La provincia di Modena è un territorio molto virtuoso: quasi tutti i Comuni hanno il Paesc. Tornando a Modena, come sottolinea Brighenti, a differenza di quello che si pensa rispetto al rumore che fa la mobilità, l’elemento di una città più energivora sono gli edifici, privati e pubblici. «Con il Comune siamo già intervenuti con gare e appalti importanti su tutto il patrimonio pubblico, e il superbonus 110% che adesso è in atto sta cercando di fare la sua parte sugli edifici privati. Se non si riesce a modificare la città così come è stata costruita, l’abbattimento della Co2 è molto complicato. Bisogna quindi partire in primis dagli edifici, perché la parte della mobilità per essere modificata ha bisogno di interventi giganteschi. Devono cambiare il mercato delle automobili, le infrastrutture che porteranno la mobilità a essere più green, e ci vuole tempo. Su questo fronte, Modena sta comunque sviluppando un’analisi molto dettagliata di un progetto legato alla mobilità a idrogeno che verrà presentato nelle prossime settimane». Rimane fondamentale il coinvolgimento dei privati a partire dalle aziende che negli ultimi anni si rivolgono sempre di più ad Aess per avere un supporto sui temi legati alla sostenibilità.
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