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Carpi, giorno della memoria/ Le lettere da Fossoli donate alla Fondazione «Servono a ricordare»
Riccardo Chiossi
La famiglia di Umberto Spizzichino regala la corrispondenza Parte la campagna internazionale “Salva una storia”
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In epoca nazista i deportati non avevano nomi e neppure volti, erano solo numeri destinati a morire nelle camere a gas: 180110 era il numero di Umberto Spizzichino, nato a Roma nel 1918, arrestato nel ’44 dalle SS e finito nel campo di sterminio di Auschwitz, dove morì nello stesso anno trucidato dai gerarchi nazisti.
Dapprima deportato nel campo di concentramento di Fossoli...
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