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Quirinaleide / Camera vs Senato. Quando Pertini "difese" Fanfani


29 gennaio 2022


ROMA. Candidare il Presidente del Senato alla Presidenza della Repubblica non è una novità, è successo altre volte in passato. Anche se ad avere più fortuna nell’urna sono stati i presidenti della Camera. Parallelo al grande corridoio del Transatlantico che vi ho raccontato nei giorni scorsi esiste un altro corridoio, posteriore all’Aula della Camera. Lì i lampadari pendono dal soffitto e infatti il nome è diverso. I deputati lo chiamano Corea perché in quell’area della Camera è proibito l’accesso ai giornalisti, ma ovviamente il nome ufficiale è un altro: galleria dei Presidenti. Si chiama così perché appesi alle pareti ci sono i ritratti di tutti i presidenti delle camere dei parlamenti pre unitari (c’è anche Giuseppe Malmusi presidente del parlamento rivoluzionario del 1848 a Modena) fino ad arrivare ai ritratti dei presidenti della Camera durante il regno d’Italia e a quelli della Repubblica.

Ed è nell’ultimo pezzo della lunga galleria che si può vedere come ben cinque dei dodici presidenti della Repubblica abbiano ricoperto il ruolo di Presidenti della Camera. Da Gronchi a Napolitano, passando per Leone, Pertini e Scalfaro.

Ovviamente nella storia della Repubblica provarono la corsa al Colle anche presidenti del Senato, uno dei tentativi più illustri fu quello di Fanfani. Come sapete al momento dello spoglio dei voti i due presidenti di Camera e Senato siedono accanto, ma solo quello della Camera legge ad alta voce i voti mentre il presidente del Senato si limita ad osservare le schede. Si stava procedendo da parecchi giorni a tentativi di eleggere Fanfani, e ogni tentativo falliva. Si narra che, durante lo spoglio di quella che sarebbe dovuta essere la votazione definitiva, ad un certo punto Pertini, che presiedeva, strabuzzò gli occhi e disse “Nulla”. Sulla scheda che Fanfani aveva fatto in tempo a leggere c'era scritto: “Nano maledetto non sarai mai eletto”.

Alla fine, dopo 16 scrutini, venne eletto proprio Pertini. Non sappiamo se tra le nulle di oggi alla Camera la Presidente Casellati abbia dovuto assistere a simili schede, spero sinceramente di no. Ma oggi il centro destra candidando in modo irresponsabile la seconda carica dello Stato per una conta interna ed esponendola a una posizione istituzionalmente molto delicata, ha sancito che, anche questa volta, non sarà il Presidente del Senato a salire sul colle più alto.

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