modena
cronaca

Quirinale. Mattarella rieletto, scelta del parlamento e non dei partiti

Mentre i leader bruciavano candidati i deputati avviavano un dialogo trasversale 


30 gennaio 2022 giuditta pini*


ROMA. Dopo una settimana di giri a vuoto finalmente si è arrivati ad una conclusione sulla presidenza della Repubblica.

Una scelta sofferta e per niente scontata, che culmina con la richiesta di un ulteriore sacrificio per il Presidente Sergio Mattarella e che per la seconda volta nella storia della repubblica vede la rielezione del capo dello stato.

Una scelta maturata per la prima volta nella nostra storia dal voto dei parlamentari e delegati regionali e solo in un secondo momento dalle indicazioni dei partiti.

Perché, come da giorni segnalavo anche su questo spazio di cui ringrazio davvero la Gazzetta di Modena, dentro il conteggio delle schede stava succedendo una cosa mai vista.

Mentre alcuni leader di partito si affannavano a fare tweet, bruciare candidature e impantanarsi in veti incrociati i loro stessi parlamentari avevano iniziato un fitto dialogo, trasversale alle forze politiche e sempre più largo che portava il numero delle schede bianche a scendere ad ogni votazione in favore del nome del Presidente Mattarella.

Era un segnale chiaro che diceva: guardate che se non la smettete di litigare e bruciare proposte noi chiediamo al capo dello stato un sacrificio e lo facciamo prima che voi abbiate la possibilità di scegliere altrimenti.

Durante la settima chiama il centro destra è stato costretto a non far partecipare i suoi delegati per paura di trovarsi una rielezione di Mattarella prima di averla anche solo potuta evocare, mentre va dato atto al Partito Democratico di aver tentato dall’inizio una soluzione che fosse condivisa almeno da tutta la maggioranza che sosteneva il Governo.

In generale quella di oggi (ieri, ndr) è una giornata storica per tanti motivi, una primizia inedita dei parlamentari che venivano con disprezzo chiamati “peones” e una certificazione della enorme debolezza del sistema politico italiano.

Non è una novità, il tracollo è iniziato nel 2013, o addirittura prima con un sistema sempre più debole e sempre più in balia di veti e poteri esterni.

Da domani ci aspetta una sfida inedita: tentare di ricostruire tutto, oppure rassegnarsi all’inadeguatezza della politica nelle scelte.

Ricordiamoci quello che diceva Palmiro Togliatti: «I partiti sono la democrazia che si organizza» se vanno in crisi i partiti va in crisi la democrazia, che per quanto difettosa è il sistema migliore che conosciamo per organizzare lo Stato e in questi giorni ne abbiamo avuto una ennesima prova.

La crisi dei partiti riguarda ognuno di noi, anche se abbiamo deciso che non ne vogliamo più sapere nulla.

E grazie al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per questo sacrificio che gli stiamo chiedendo.

*deputata modenese Pd


 

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