Modena, «Noi farmacisti restiamo in trincea Il test “fai da te”? Poco utilizzato»
Casale: «Ancora in tanti si rivolgono qui per i tamponi Speriamo che il servizio d’emergenza vada scemando»
MODENA. «Il test “fai da te” non è particolarmente utilizzato». Silvana Casale è la presidente di Federfarma Modena. Tra un vaccino e un farmaco dispensato, una prenotazione e un servizio digitale, Casale affronta lo stato di salute delle farmacie modenesi.
Quali sono le sfide per una farmacia oggi?
«La farmacia sta vivendo un momento particolare, legato alla pandemia. Siamo in prima linea. Abbiamo iniziato con i test sierologici, poi siamo passati ai tamponi. All’inizio avevano un significato di screening, nel periodo successivo ci siamo trovati a certificare lo stato di malattia e l’avvenuta guarigione. Chiudiamo gli isolamenti e le quarantene. È un ruolo importante che svogliamo professionalità. Oltre al ruolo primario della dispensazione del farmaco, svolgiamo tamponi rapidi. Ormai hanno aderito 150 farmacie, dislocate su tutto il territorio».
Al Grandemilia sono arrivati i vigilantes per le code e alcune farmacie hanno comunicato di non essere più disponibili ai tamponi rapidi. Un passo indietro?
«Il caso del Grandemilia è un po’ a sé stante e non lo commento. Prima le farmacie svolgevano tamponi a libero accesso. Successivamente, su indicazione sia nazionale sia regionale, su appuntamento. In realtà, è una razionalizzazione del servizio per evitare assembramenti».
Anche farmacisti sono a rischio contagio. Come vi siete organizzati?
«Ci sono farmacisti che ci sono ammalati. Abbiamo risposto implementando gli orari e fornendo più elasticità».
Il carico di lavoro con i test “fai da te” si è ridotto?
«Va precisato che il test è riservato a chi ha il fascicolo sanitario e ha già ricevuto la terza dose. L’interesse da parte dei cittadini c’è, ma il test non pare particolarmente utilizzato. Ciò è legato al fatto che la categoria dei cittadini candidabili è tutto sommato limitata».
Avete anche servizi aggiuntivi. Come vanno?
«Eroghiamo prenotazioni al Cup e al Saub. Attiviamo anche lo Spid. Sono servizi di cui il cittadino fruisce per evitare le file altrove. Sono tanti i punti erogativi e siamo in fase di transizione. Dovremo rinegoziare gli accordi con le parti pubbliche. A marzo è previsto un nuovo accordo con la Regione e Ausl. Specifico che ci sono servizi erogati in ambito convenzionato e altri in campo privatistico, come l’elettrocardiogramma».
Quale richiesta potete rivolgere alle istituzioni?
«Ci auguriamo che il servizio “d’emergenza” vada scemando in un mese o due, passato il momento pandemico acuto. La nostra disponibilità c’è sempre, ma vogliamo diventare effettivamente il centro per la dispensazione del farmaco. Siamo farmacisti e vogliamo che la farmacia rivesta ancora un ruolo primario».
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