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Giornata contro il cancro: a Modena un caso ogni 2 ore

Oggi è il “Cancer day” e il Policlinico fornisce i dati oncologici relativi al 2021 «Tremila nuove diagnosi per un totale di 16mila pazienti che accedono al Com»


04 febbraio 2022


MODENA. Oggi si celebra la Giornata mondiale contro il cancro, quest’anno ispirata al tema “Close the care gap”, “colma il divario assistenziale” per una sanità sempre più vicina ai pazienti, in una logica efficace di “prossimità” delle cure.

«Ogni giorno nella nostra provincia registriamo fino a 12 nuove diagnosi di tumore», spiega il dottor Giuseppe Longo, direttore di attività integrata Oncologia ed Ematologia, «che si traducono in circa 3.000 casi di nuove diagnosi per un totale di 16mila pazienti all’anno che accedono al centro tra nuovi casi, patologie in corso di trattamento e follow up. La prevenzione è il primo e fondamentale elemento su cui giornate come questa ci aiutano a sensibilizzare la popolazione. Sarebbe auspicabile che già nelle scuole di primo e secondo grado si iniziasse a insegnare i corretti stili di vita: evitare il fumo, gli alcolici, praticare attività sportiva, evitare eccesso di grassi e zuccheri. Tutto questo potrebbe ridurre notevolmente l’incidenza di tumori».

Iniziata nel 2008 per sensibilizzare sia l’opinione pubblica, sia i professionisti sull’approccio al cancro in maniera proattiva, la Giornata invita alla consapevolezza che tutti noi possiamo fare qualcosa, indipendentemente dal fatto che si indossi o meno un camice.

Come illustra il professor Massimo Dominici, direttore di Oncologia del Policlinico e responsabile Laboratorio Terapie Cellulari, «oggi in particolare calchiamo l’accento su prevenzione e cure, due aspetti che stiamo portando avanti da anni sia dal punto di vista dei test genetici che possono individuare la predisposizione di un soggetto a sviluppare un tumore, sia in modalità molecolare per cui riusciamo a identificare i marcatori che possano predire la risposta ai farmaci nuovi. Ogni anno al Centro oncologico modenese contiamo 230 sperimentazioni cliniche portate avanti grazie all’interazione con medici, infermieri e data manager allo scopo di dare alternative terapeutiche ai pazienti oncologici. Questo negli ultimi due anni si è tradotto in oltre mille pazienti a cui vengono proposti farmaci innovativi. Confidiamo che essi includano presto anche terapie a base di cellule che è uno degli aspetti che ci distingue come Centro, come visto per la terapia sperimentale con cellule attiva per complicanze polmonari da Covid».

Così come l’Oncologia, anche l’Ematologia svolge attività congiunte di ricerca, di assistenza e di formazione. «Il nostro impegno – specifica il professor Mario Luppi direttore di Ematologia – consiste nel caratterizzare il profilo preciso di una malattia ematologica dal punto di vista della morfologia, della biologia molecolare, della citogenetica, della citofluorimetria, in collaborazione con il dipartimento interaziendale dei Laboratori, diretto dal dottor Tommaso Trenti. Sulla base del profilo biologico delle malattie, siamo così in grado di offrire terapie individualizzate, sperimentali o standard, ovvero farmaci che riconoscano alterazioni molecolari e immunologiche a tutti i pazienti. Senza dimenticare le terapie di tipo trapiantologico di cellule staminali emopoietiche e terapie cellulari. L’equità delle terapie viene offerta grazie alla collaborazione in rete con centri nazionali e internazionali».

Questo per quanto riguarda gli ospedali Policlinico e Baggiovara dell’Azienda ospedaliero universitaria di Modena, ma anche l’Ausl lavora sul territorio grazie a 5 Day Hospital oncologici in provincia - nei rispettivi ospedali a Carpi, Mirandola, Vignola, Sassuolo, Pavullo - a cui si aggiunge un ambulatorio oncologico nella Casa della salute di Finale e un ambulatorio nella Casa della salute di Fanano, entrati a regime da due anni. Nonostante la pandemia di Coronavirus, anche nel 2021 l’attività dei Day Hospital oncologici è stata garantita e si è registrato un aumento complessivo di nuovi casi trattati pari al 3% rispetto all’anno precedente.

«Stiamo andando sempre più verso una oncologia di prossimità – sottolinea Fabrizio Artioli direttore dell’Unità della struttura complessa di Medicina oncologica dell’area Nord – l’oncologia si sta spostando verso il territorio, gli oncologi saranno sempre più presenti nelle Case della salute. Autorevoli studi scientifici hanno inoltre dimostrato che la vicinanza al luogo di cura migliora la prognosi».

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