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Quei fornai dal cuore grande Il pane per i più in difficoltà

“San Marino” consegna oltre 5mila chili poi “Delizie di Grano” e “Profumo di pane” «È bello pensare che ciò che non vendiamo possa aiutare altre persone»


04 febbraio 2022 Paola Ducci




«Offrire un buon servizio al territorio ed essere sostenibili significa anche lottare contro lo spreco alimentare e mostrarsi solidali con chi è in difficoltà», affermano Cristian Guerzoni e Silvia Balestrazzi, titolari del forno San Marino, situato nell’omonima frazione di Carpi che da tre anni partecipa con grande entusiasmo alla campagna “Carpi non spreca”. Si tratta dell’insieme di progetti solidaristici finalizzati a raccogliere e distribuire generi di prima necessità a famiglie in difficoltà.

Il “San Marino” nel 2021 è stata l’attività che ha donato più prodotti (ben oltre 5000 chili di pane e prodotti da forno) alla Caritas carpigiana, che si occupa poi della redistribuzione alle famiglie in città e a Porta Aperta di Modena, associazione che ha sede presso il santuario della Madonna del Murazzo e che si occupa anche dell’accoglienza a bassa soglia di cui fanno parte i senza tetto. «Come è noto – continuano i titolari del forno – la quantità dei prodotti che vendiamo ogni giorno è molto variabile. Noi però, da quando abbiamo aperto, abbiamo integrato all’interno della gestione della nostra attività politiche di sostenibilità sociale quali la lotta allo spreco alimentare e l’aiuto agli indigenti. Prima dell’iniziativa “Carpi non spreca” abbiamo comunque sempre cercato di non buttare nulla, donando al canile il pane che ci avanzava. Ora, però, grazie a questo progetto che abbiamo conosciuto grazie alla Caratis, siamo felici di riuscire a fare di più».

Sebbene l’iniziativa comprenda gli eccessi di tutti i beni di prima necessità, in testa alla classifica della generosità carpigiana è ancora una volta il progetto “Pane in attesa”, con 8.775 chilogrammi (nel 2020 furono 7.571) di pane e prodotti da forno donati, cioè quasi il triplo del primo anno (2018). «Del resto – sottolinea Cristian Monacelli titolare dei forni di Carpi e Rolo “Delizie di grano”, che quest’anno hanno donato quasi 2000 chilogrammi di prodotti – ritengo che questa sia un’iniziativa a cui tutti coloro che producono beni facilmente deperibili dovrebbero aderire. L’organizzazione per la raccolta degli eccessi è ottima: quotidianamente, nel primo pomeriggio passa un furgoncino che raccoglie quanto abbiamo lasciato fuori dal negozio senza che mai si verifichino intoppi».

«Un buona pratica che ho imparato nel forno in cui ho lavorato per anni – conclude Margaret Gasparini, titolare del forno “Profumo di pane” di via Lenin – e ora che da settembre ho aperto la mia attività non ho esitato ad aderire al progetto tanto che in sei mesi ho donato quasi 250 chili di prodotti che altrimenti sarebbero andati sprecati».

Insieme a “Pane in attesa” sono raddoppiati anche i chili del “Buono che avanza”, raccolta degli eccessi che coinvolge per lo più i supermercati, passati dai 7mila del 2020 a quasi 14mila, mentre rimane stabile il valore dell’ex progetto “Non più briciole”, che ha raccolto 4.308 chilogrammi di prodotti tra cui dolci, frutta, verdura, farmaci e alimenti per bambini, quasi come nel 2020. Infine, da non considerare quest’anno, C’è “S.O.S.pesa”, perché non essendo stata organizzata una giornata di “colletta alimentare” causa Covid, il dato (732 kg raccolti) non è paragonabile al passato.

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