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Modena. Oasi e casette in legno Ecco il nuovo gattile

Viaggio nella nuova struttura aperta in via Pomposiana «Qui gli animali hanno tutto... in attesa di trovare casa»


09 febbraio 2022 Sara Terenziani


MODENA Agata, Marshall, Puma, Olaf, Jessica, Leone...: sono solo alcuni dei nomi dei 50 gatti pelosi ospiti della nuova sede del gattile di Modena in via Pomposiana 292, aperta il 17 gennaio scorso.

Il gattile intercomunale è ora gestito dalla cooperativa sociale Caleidos in collaborazione con i volontari dell’associazione animalista Oipa, e il trasferimento degli animali dalla vecchia alla nuova struttura è terminato da appena una ventina di giorni. Si tratta di un nuovo luogo in cui i gatti possono trovare una casa in attesa di essere adottati dalle famiglie. «Al momento abbiamo 50 gatti, in parte consegnati da famiglie che non hanno più la possibilità di occuparsene, ma anche feriti o cuccioli che non sono in grado di sopravvivere in maniera autonoma», spiega Ylenia Tarroni, responsabile del gattile tramite la cooperativa Caleidos.

La struttura è all’avanguardia e completamente nuova. «Ha un corpo principale con i servizi, tre oasi feline dedicate rispettivamente ai cuccioli, ai gatti in buona salute e a quelli con problemi di salute, il tutto circondato da aree verdi. La parte interna della struttura è riscaldata - spiega ancora la responsabile - e ci sono plaid e coperte per tutti i gatti, il cibo viene inoltre scelto in base all’età e alle patologie di ciascuno». Una struttura che sostiene anche l’ambiente: «Risponde a tutti i criteri ecologici e ambientali con le casette in legno riscaldate con impianti moderni», spiega l’assessora all’Ambiente Alessandra Filippi. Grazie all’impegno e alla dedizione di chi lavora presso il gattile, i pelosi a quattro zampe si addolciscono sempre di più. «I primi contatti con tutti i gatti che accogliamo devono essere fatti con le dovute accortezze, perché alcuni di loro sono selvatici, in certi casi tentano di scappare, e devono essere lentamente abituati al contatto con l’essere umano, ma c’è molta attenzione allo sviluppo comportamentale di ciascuno di loro, nessuno viene abbandonato a se stesso e si cerca di far sì che la maggior parte possa trovare una famiglia», continua Ylenia.

E per sentirsi a casa hanno tutti bisogno di un nome. «Quando sono arrivati erano semplicemente dei numeri o delle X, adesso tutti e 50 hanno un nome, dato che sono tanti a volte è persino difficile ricordarli tutti», ride. Sono tanti i successi ottenuti nel giro di breve tempo: «In tre settimane abbiamo già portato a termine le adozioni di tre gatti. Al momento la gestione delle adozioni avviene su appuntamento a causa del Covid: inizialmente si incontrano le persone interessate, si chiede loro di compilare un questionario e si discute su che tipo di gatto stiano cercando, poi si procede ad un pre affido che prevede la visita dell’ambiente in cui vivrà il gatto da parte di alcuni responsabili del gattile e, dopo la visita dal veterinario, il gatto può essere definitivamente affidato alla famiglia». La nuova sede è già un punto di riferimento per la città e con il passare del tempo lo sarà sempre di più: «È molto importante garantire condizioni di vita adeguate a tutti i gatti e avviare un percorso di sensibilizzazione dell’intera comunità», conclude il sindaco di Modena Giancarlo Muzzarelli.

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