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Modena. Da Instagram al Novi Sad: viaggio tra le baby gang che spaventano il centro

Il gruppo “Daisan 216” conta una trentina di adolescenti di diverse nazionalità. Dal tam-tam sui social alle scorribande del weekend partendo dalla Manifattura


13 febbraio 2022 Luca Gardinale


Modena. Succede quasi sempre di sabato. Del resto, sarebbe strano se non fosse così, dal momento che parliamo pur sempre di un gruppo di quindicenni. Per quanto riguarda il luogo, in realtà le “basi” sono due: la prima è il parco Novi Sad, mentre la seconda è la Manifattura Tabacchi. Tutto il reticolo di vie che sta in mezzo, da corso Cavour a via Sgarzeria, è territorio loro, anche se le scorribande sconfinano spesso nelle zone più frequentate del salotto cittadino, da via Taglio a piazza Roma. Giorni e luoghi che settimana dopo settimana hanno cementato il senso di appartenenza di un gruppo - o meglio, di diversi gruppi - di quindicenni che altrimenti sarebbero piuttosto lontani tra loro, a partire dalla nazionalità.



Lo sanno bene i residenti del centro storico di Modena, che da tempo sono costretti a fare i conti con le “baby gang” che imperversano nel cuore della città, tra minacce e violenti scontri con le bande rivali, ma anche aggressioni ai danni di passanti e clienti dei locali, come avvenuto a fine settembre sui Viali.

Chi sono

Per prima cosa, il nome: il gruppo più numeroso tra quelli che frequentano il centro di Modena si fa chiamare “Daisan 216” - nome che potrebbe indicare una tecnica del tiro con l’arco giapponese - sigla che tutti gli appartenenti accompagnano al profilo sul canale social preferito, ovvero la piattaforma Instagram, e alle foto e ai video diffusi.

Un gruppo composto da almeno una trentina di ragazzi e ragazze, di età compresa tra 15 e 16 anni e in gran parte residenti in città, nonché alunni delle scuole superiori modenesi. Da questo punto di vista, il gruppo è molto variegato, dal momento che alcuni dei ragazzi frequentano gli istituti professionali, mentre altri sono alunni dei tecnici e altri ancora studiano al liceo.

Un mondo molto variegato anche dal punto di vista della nazionalità: la maggior parte dei ragazzi e delle ragazze che fanno parte del gruppo sono originari del Marocco, della Tunisia e delle Filippine, ma ci sono anche alcuni adolescenti di origini pakistane, centrafricane ed albanesi, ma non mancano i giovani modenesi, anche se in proporzione si tratta di una piccola parte del gruppo.

Dove si trovano

Ma quali sono dunque i luoghi del centro che fungono da “base” per le scorribande del gruppo? Il primo punto di ritrovo è il parco Novi Sad, dove al sabato e alla domenica i giovani “Daisan” si ritrovano dopo un tam-tam via social o attraverso le chat di Whatsapp. Un altro punto di ritrovo molto usato è rappresentato dalla Manifattura Tabacchi: due punti strategici della città, perché collocati ai margini del centro e facili da raggiungere, e allo stesso tempo due luoghi da tempo alle prese con problemi di degrado e di insicurezza.

Due luoghi che spesso fanno da sfondo alle fotografie che i ragazzi si scattano dopo essersi ritrovati, sempre in stile “gang”: nelle immagini, i quindicenni che fanno parte del gruppo sono sempre a volto coperto, con il capo piegato, il cappuccio della felpa tirato su e una sciarpa a coprire il resto del viso. Nelle foto di gruppo si vedono spesso i ragazzi, ma a far parte dei “Daisan” sono anche diverse ragazze, come dimostra il fatto che le adolescenti che ne fanno parte abbiano il nome del gruppo associato al proprio profilo Instagram.

Cosa fanno

Dopo essersi trovati e aver fatto le foto di rito, i ragazzi partono per i lunghi pomeriggi in centro storico, sempre facendo la spola tra il parco Novi Sad e la Manifattura Tabacchi. Lunghi pomeriggi che, come confermano le cronache degli ultimi giorni, a volte degenerano in violente risse - in qualche caso premeditate, in altri no - con bande rivali, mentre le minacce sono all’ordine del giorno.

 

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