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cronaca

Super green pass, nel Modenese ne mancano 20mila

Da oggi scatta l’obbligo per i lavoratori over 50 non in regola: solo un quarto di questi è impegnato nelle aziende


15 febbraio 2022


Modena. Da oggi scatta l’obbligo di super green pass per i lavoratori over 50. Quanti sono in provincia di Modena? Circa ventimila persone ancora “non in regola” per i lavoratori del settore pubblico e di quello privato (autonomi e professionisti compresi).

Senza certificazione verde in corso di validità il lavoratore non può entrare negli uffici, nelle aziende, nei negozi e in ogni altra sede di lavoro, pena la sospensione dall’incarico e dallo stipendio. Si stima comunque che, in provincia di Modena, solo un quarto di quei ventimila, e quindi cinquemila persone, siano ancora non in regola nei posti di lavoro, dove non si registrano particolari criticità.

Il lavoratore che comunica di essere privo di green pass rafforzato viene considerato assente ingiustificato «senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro» fino a quando non presenta la certificazione «e comunque non oltre il 15 giugno 2022». Per i giorni di assenza ingiustificata «non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento». In base al decreto legge del 7 gennaio l’ingresso nella sede di lavoro senza certificazione verde è vietato.

L’obbligo vale l'obbligo del green pass rafforzato vale anche per colf, badanti e baby sitter over 50 che dovranno, quindi, essere in possesso di una certificazione verde valida (vaccino o guarigione) per poter svolgere il proprio lavoro in casa, a contatto con anziani o bambini.

Le aziende potranno effettuare le verifiche, come fatto finora con il green pass base, tramite il sistema Greenpass50+ messo a disposizione dall’Inps (sono 9.381 quelle con oltre 50 dipendenti che lo usano), con la App Verifica C-19, tramite controlli ai tornelli, o facendosi consegnare il green pass dai lavoratori. Chi è esentato dal vaccino per motivi di salute potrà essere controllato con gli stessi strumenti usati per gli altri lavoratori, perché dal 7 febbraio la certificazione di esenzione è digitalizzata, ed è collegata a un Qr code, come il green pass.

La sanzione amministrativa per venisse colto sul luogo di lavoro senza green pass rafforzato “è stabilita nel pagamento di una somma da euro 600 a euro 1.500 e restano ferme le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti di settore». In caso di violazione reiterata, la sanzione viene raddoppiata.

C’è la sanzione di 100 euro per gli over 50 che, alla data dell’1 febbraio, non abbiano ancora fatto la prima dose e a coloro che, dopo l’1 febbraio, non abbiano fatto la seconda dose e a chi non si fosse sottoposto al richiamo “entro i termini di validità delle certificazioni verdi Covid-19”. Le multe arrivano con la cartella dell’Agenzia delle Entrate.

L’obbligo non è previsto in caso di “accertato pericolo di salute” legato a condizioni cliniche documentate. Deve essere attestato dal medico di famiglia e rispettare le circolari del ministero in materia di esenzione dalla vaccinazione. Per questi lavoratori la vaccinazione è “omessa o differita” e quindi possono essere “adibiti a mansioni anche diverse, senza decurtazione della retribuzione, in modo da evitare il rischio di diffusione” del virus.


 

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