Gazzetta di Modena

Modena

Modenese segregata in casa per indurla a nozze di comodo, otto indagati

Modenese segregata in casa per indurla a nozze di comodo, otto indagati

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA Perde il cellulare e dopo aver bloccato e poi riattivato la sua utenza, riconfigurando il nuovo smartphone, ne salta fuori una storia di droga e di nozze truffa.

E' successo a Reggio Emilia: è tutto nato dalla denuncia di una 29enne reggiana che, riconfigurando il suo nuovo smartphone, con le credenziali già inserite in quello che aveva smarrito, si accorge di aver ricevuto sulla propria mail documenti con foto e nominativi di stranieri a lei sconosciuti. Si è quindi presentata ai Carabinieri di Gattatico denunciando la frode informatica e i militari, partendo con le indagini a novembre scorso, sono arrivati a un giro di droga "nonché all'odissea subita da una giovane donna indotta al matrimonio mediante l'inganno", sottolineano dall'Arma.

Sono risaliti all'autore della frode, un 31enne nordafricano residente in provincia di Verona scoprendo che avrebbe utilizzato la documentazione ricevuta sulla mail della 29enne per indurre una 27enne residente nel modenese a sposarlo, dietro la promessa di un compenso di 10.000 euro. Matrimonio da contrarre, secondo quanto emerso, solo per ottenere la cittadinanza italiana.

A questo punto per la 27enne promessa sposa è iniziato un 'incubo': il 31enne l'ha privata di documenti e cellulare costringendola a restare contro la sua volontà prima in casa di alcuni complici, una coppia di cittadini albanesi abitanti nel capoluogo reggiano, e poi costringerla in un altro alloggio in provincia di Verona, questa volta di proprietà di un connazionale. E' da qui che la donna è riuscita fuggire approfittando di circostanze fortunose.

"Entrambi i luoghi di 'prigionia'" della sposa raggirata, stando a quanto emerso dalle indagini dei Carabinieri di Gattatico, "costituivano anche due presunte basi di spaccio di stupefacenti che vedevano convolto sia il 31enne che altri stranieri". Il che è stato accertato dalle testimonianze di alcuni 'clienti' che i Carabinieri hanno individuato ed ascoltato.

Dall'indagine sono emerse anche altre presunte responsabilità penali in capo al 31enne ed ai suoi complici per varie ipotesi di reato, come anche l'istigazione allo spaccio di stupefacenti. Alla fine sono state deferite in stato di libertà -per i reati di concorso in sequestro di persona, spaccio di stupefacenti, frode informatica ed induzione al matrimonio mediate ingannootto persone tutte straniere tra i 23 e i 43 anni residenti tra le province di Reggio Emilia e Verona e il capoluogo torinese. Il procedimento, in fase di indagini preliminari, proseguirà con approfondimenti investigativi per consentire al giudice di "verificare l'eventuale piena responsabilità degli indagati", concludono i Carabinieri

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google