Modena. Al titolare del “212” bolletta di 21mila euro «Pago e ora resisto»
Alice Benatti
Roberto Mariotti: «Solo di energia la spesa è di 15mila euro Il personale non si tocca ma non posso lavorare in perdita»
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MODENA Quasi 400 condivisioni e oltre 500 commenti: il post pubblicato lunedì sera dal locale 212 Duecentododici di Modena che mostra i 21846,89 euro di bollette (di cui 15mila di energia) relative al solo mese di gennaio scuote Facebook. Tra i commenti c’è chi parla di «vergogna» e di «schifo», invitando a non pagarle, e anche chi
insinua che ci siano di mezzo interessi di mora per circa 21mila euro di energia ancora insoluti. A questi ultimi Roberto Mariotti, che gestisce il locale di via Galileo Galilei 212 da oltre vent'anni, risponde condividendo il bonifico. E a chi gli dice che comunque queste spese se le può permettere ricorda che «le aziende non sono fatte perché l’imprenditore ci rimetta».
Dunque le bollette precedenti sono state pagate?
«Assolutamente sì. Erano gli ultimi soldi che dovevo ad Axpo, gestore di energia del piano di sotto del locale. Ho due contatori: quello del piano di sopra invece è con Hera. Per gennaio di energia mi sono arrivati 11019,39 euro solo per il piano di sotto. In totale fra energia, acqua e gas quasi 22mila euro! Ho fatto un calcolo: all’anno dovrei pagare 260 mila euro, che si aggiungono a 600-700mila euro di costo dei dipendenti e agli 87mila euro di affitto».
Prima quanto spendeva?
«Tra luce, acqua e gas sui 9mila euro».
Cosa intende fare?
«Se vado a rincarare sul cliente, lo vado a perdere. E i dipendenti vanno pagati. L’unico modo per darci una mano oggi secondo me è la defiscalizzazione da parte dello Stato. Lo sappiamo che i soldi non ce li può dare perché non li ha e io non li chiedo neanche. Ma almeno che ci dia una mano con le tasse. Sono arrabbiato perché nessuno si muove e nessuno dice niente su questo fatto qua. Voglio ricordare che non è un problema solo degli imprenditori: è un problema sociale».
Quanto pensa di riuscire ad andare avanti se le spese restano queste?
«Non lo so quanto… non vorrei che questa fosse la batosta finale. Già sono aumentate le materie prime: per esempio una scatola di nutelline monoporzione la pagavo 14 euro, ora costa 18; per il pomodorino pachino prima spendevo 2 euro, adesso 3,80. I miei colleghi sono messi tutti come me: siamo passati da un incubo a un altro incubo. Prima la notte non dormivo perché ci aprivano e ci chiudevano… Quell’instabilità se uno non sta attento può portare davvero a una depressione. Per fortuna sono 34 anni che faccio questo lavoro e sono forte, non mi posso deprimere perché ho 32 famiglie a cui pensare. Dopo 34 anni potrei anche dire “basta, chiudo” ma sono un imprenditore e non abbandono la nave così».
Ha 32 dipendenti?
«Sì, 32 fissi ma durante il week-end con i contratti a chiamata arriviamo anche a 50».
Ha dovuto fare a meno di qualcuno?
«Per ora no, non vorrei arrivare al punto di dover risparmiare sui dipendenti. Le aziende senza il personale non vanno da nessuna parte».
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