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Mirandola. Qura sta crescendo in fretta nei dispositivi medici monouso

Giovanni Medici
I fondatori di Qura
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I fondatori di Qura

L’azienda del Distretto biomedicale di Mirandola è stata fondata da Daniele Galavotti Caterina Turrisi e Lorenzo Ghidoni e in quattro anni ha già un centinaio di dipendenti 

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MIRANDOLA. Da zero a oltre 100 in poco più di quattro anni. Qura Srl di Mirandola è una start up innovativa che investe tantissimo in ricerca e innovazione. Il 60% dei suoi oltre cento dipendenti ha una laurea e l’azienda ha tre sedi, due in via di Mezzo a San Giacomo Roncole e una poco lontano per uffici e magazzino, frutto di una espansione velocissima. Daniele Galavotti (Ceo), Caterina Turrisi (Cto) e Lorenzo Ghidoni (Cfo) sono i tre soci che l’hanno fondata nel 2015, con lo scopo di sviluppare e produrre dispositivi medici monouso con tecnologie innovative, in cardiochirurgia e nel trattamento a medio-lungo termine di pazienti con insufficienza cardiaca e/o respiratoria acuta.

Nel 2019 Qura, nel pieno della sua fase di sviluppo, ha ottenuto cinque finanziamenti dalla Regione tramite la legge 14 sull’attrattività, per un totale di 4 milioni di euro (sui circa 10 di investimento previsti dall’azienda sui cinque progetti di ricerca oggetto del bando).

Un sesto finanziamento concesso a fine anno, sempre dalla Regione e sempre nell’ambito del sostegno alla ricerca ed alla innovazione (contributo pari a 1,3 milioni su un investimento previsto di 3,3 milioni) si andrà ad integrare con gli altri progetti di sviluppo della società, permettendo di realizzare un nuovo set di dispositivi per il supporto cardiorespiratorio di pazienti in età pediatrica e neonatale. Previste entro il termine del progetto 45 nuove assunzioni, di cui 20 di giovani laureati.

Tecnologie molto utili, anche in questa fase pandemica, e brevettate: scambiatori di calore, pompe centrifughe per la circolazione extracorporea del sangue (anche con scambiatore di calore integrato), ossigenatori, cannule e riserve venose di cardiotomia, tutte specificatamente progettate per applicazioni Ecmo (la tecnica di circolazione extracorporea utilizzata in terapia intensiva per trattare pazienti con insufficienza cardiaca e/o respiratoria acuta grave potenzialmente reversibile ma refrattaria al trattamento farmacologico e medico convenzionale).

Non è semplice trovare però il personale, spiegano in Qura: «Ci affidiamo a società di ricerca, oltre che al passaparola e seguiamo i ragazzi che escono dall’Its biomedicale. E molti nuovi assunti – spiega Lorenzo Ghidoni – sono laureati che arrivano da altre zone d’Italia. Nel nostro distretto si fa fatica a trovare tutte le specializzazioni richieste». Oltre ai tre soci, Qura dal 2017 ne ha anche un quarto, Spectrum Medical, azienda inglese che possiede il 49%. Sono loro che commercializzano i prodotti dell’azienda (creati per funzionare in combinazione con apparecchiature e software di Spectrum) e che si occupano del marketing. Qura può così concentrare i suoi sforzi sulla ricerca e lo sviluppo e sulla produzione, utilizzando per realizzare i suoi dispositivi tecnologie produttive innovative all’interno di aree ad ambiente controllato (clean rooms) la cui caratteristica principale è la presenza di aria molto pura, per evitare la contaminazione dei prodotti durante la loro realizzazione. Durante il 2022 si completerà il processo di certificazione dei prodotti; questo consentirà di completare la gamma e iniziare ad ottenere quei riscontri commerciali che permetteranno alla società di crescere ulteriormente. Ne è convinto Ghidoni, che spiega come entro dicembre l’azienda assumerà 20-30 persone. D’altronde i finanziamenti regionali sono arrivati proprio grazie all’impegno di Qura di inserire al suo interno decine di lavoratori, di cui oltre la metà con diploma di laurea. «I ragazzi che sono venuti qui per un dottorato di ricerca o un tirocinio formativo sono stati tutti assunti. E abbiamo in essere – conclude – una importante collaborazione con il Politecnico di Milano». Un’impresa giovane ma anche snella nella sua organizzazione, e questo, spiegano, «ci ha agevolato nel disegnare per Qura un modello aziendale più reattivo e aperto al cambiamento».

G.M.
 

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