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L’Imu sugli immobili delle imprese: in 7 Comuni della provincia di Modena c’è sempre l’aliquota massima

Sono Sassuolo, Camposanto, Castelvetro, Serramazzoni, Prignano, Ravarino, S. Prospero. La richiesta dell’associazione


24 febbraio 2022


L’associazione Lapam Confartigianato già da alcuni anni sta realizzando attraverso il proprio Ufficio Studi una ricerca completa e ricca di dati sull’applicazione dell’Imu, l’imposta municipale unica sugli immobili, nei Comuni della provincia di Modena.

Lapam ha messo sotto la lente di ingrandimento sette categorie catastali d’interesse per immobili posseduti e direttamente utilizzati dalle imprese. Ecco una rapida carrellata dei risultati.

Uffici e studi privati. Il Comune con l’aliquota più bassa è Finale Emilia, con l’8,6 per mille, mentre sono 15 i Comuni che applicano l’aliquota massima, il 10,6 per mille: Bomporto, Camposanto, Castelnuovo, Castelvetro, Frassinoro, Serramazzoni, Nonantola, Palagano, Prignano, Ravarino, San Prospero, Sassuolo, Sestola, Spilamberto e Vignola. Per fare un confronto uno studio con valore imponibile Imu di 122.368 euro paga 1.052 euro l’anno a Finale e 1.297 euro a Spilamberto.

Negozi e botteghe; laboratori per arti e mestieri. Qui le aliquote sono le medesime. Si va dal 5,7 per mille di Fiorano e dai 7,6‰ di Castelfranco, Formigine, Maranello e Riolunato, fino al massimo del 10,6 per mille di 12 Comuni: Camposanto, Castelnuovo, Castelvetro, Frassinoro, Serramazzoni, Nonantola, Prignano, Ravarino, San Prospero, Sassuolo, Sestola e Spilamberto. A parità di condizioni un negozio con valore imponibile Imu pari a 81.717 euro paga 466 euro a Fiorano e 866 euro a Nonantola; mentre un laboratorio con valore imponibile Imu pari a 61.387 euro paga 349,90 euro a Fiorano e 650,70 euro a Castelnuovo.

Opifici. Si va dal 7,6 per mille di Riolunato all’aliquota massima presente in 9 comuni: Camposanto, Castelvetro, Frassinoro, Guiglia, Serramazzoni, Prignano, Ravarino, San Prospero e Sassuolo. In questo caso, opificio con valore imponibile Imu pari a 279.465 euro paga 2.123,93 euro a Riolunato e 2.962,33 a Frassinoro.

Alberghi e pensioni. Sugli alberghi è l’Appennino a chiedere meno: il 7,6 per mille si registra a Frassinoro, Montefiorino, Palagano e Riolunato, mentre il massimo, sempre il 10,6‰, a Camposanto, Castelvetro, Guiglia, Serramazzoni, Prignano, Ravarino, San Prospero e Sassuolo. Un albergo con imponibile pari a 762.373 euro paga 5.794 euro a Montefiorino e 8.081a Prignano.

Capannoni industriali. Qui il minimo del 7,6 per mille è applicato a Castelfranco e a Riolunato, aliquota al top in nove Comuni: Camposanto, Castelvetro, Frassinoro, Guiglia, Serramazzoni, Prignano, Ravarino, San Prospero e Sassuolo. A parità di condizioni un’impresa manifatturiera con valore imponibile Imu di 657.721 euro paga 4.999 euro a Castelfranco e 6.972€ euroa Sassuolo.

Grandi negozi e supermercati. Come sempre minimo a Riolunato, mentre l’aliquota massima si applica a Camposanto, Castelvetro, Frassinoro, Guiglia, Serramazzoni, Prignano, Ravarino, San Prospero e Sassuolo). Un supermercato con valore imponibile Imu di 580.794€ euro paga 4.414€ a Riolunato e 6.156 euro a Camposanto.

Al netto dei regolamenti diversificati, Lapam segnala alcune evidenze. Riolunato prevede l’aliquota più bassa rilevata (7,6‰) per 6 categorie su 7 considerate mentre 7 Comuni prevedono l’aliquota massima (10,6‰) per ogni categoria presa in esame: Camposanto, Castelvetro, Serramazzoni, Prignano, Ravarino, San Prospero e Sassuolo. Le principali variazioni nel 2021 sull’anno precedente riguardano Fiorano che cala da 7,6‰ a 5,7‰ l’aliquota per negozi e botteghe e laboratori per arti e mestieri; Medolla che ha incrementato l’aliquota ordinaria applicata a tutte le categorie da 10,1‰ a 10,2‰ e Ravarino da 10‰ a 10,6‰; Fiumalbo ritorna all’aliquota del 9,5‰ per negozi e botteghe e alberghi e pensioni dopo averla ridotta al 7,2‰ nel 2020.

Su queste basi Lapam esprime una richiesta: «Lo abbiamo già fatto e torniamo a chiederlo: siamo consapevoli delle difficoltà delle amministrazioni, ma ci sentiamo di reiterare la proposta già fatta. L’Imu per gli immobili strumentali, cioè per immobili di proprietà dell’azienda utilizzati per gli scopi dell’azienda stessa, dovrebbe essere al minimo per le categorie di immobili in cui è fissata per legge e parificata a quella sulla prima casa e quindi tolta quando sia possibile. Chiediamo in ogni caso ai Comuni di applicare l’aliquota minima per questi immobili».



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