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Modena, «Un sindaco donna non mi dispiacerebbe»: applausi a Pulonia

Carlo Gregori
Modena, «Un sindaco donna non mi dispiacerebbe»: applausi a Pulonia

Lo sproloquio in piazza Grande della Famiglia pavironica. Muzzarelli “medicina in scadenza”? «Ma è dappertutto» Sandrone: «Sono per la pace». Poi la "settimana dei ladri". E la piazza si scalda

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MODENA. La “pèes”, la pace, è il primo pensiero di Sandrone dal balcone di un Carnevale tra echi di guerra. Un pensiero fuori copione, il suo, tutto rivolto ai civili in Ucraina. Alla piazza che lo copre di applausi ricorda che «Sandroun l’è per la pèes”».

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E alla fine dello sproloquio di questo teso ma vivo e partecipato Giovedì Grasso, la Pulonia strappa un altro scosciante applauso dalle mamme e da molti giovani uomini quando, ricordando le nuove cariche in quote rosa della politica e delle figure istituzionali (a Modena, questore e prefetto), esclama: «Mè éd politica a m' intand pòch ma se al prossim séndech al fóssa ‘na dànna a m'i-n despiasrév ménga». La voglia di una “sindaca” geminiana arriva alla fine di una serie di punzecchiature a Muzzarelli arrivato a fine mandato. Se Sandrone all’inizio aveva ribadito che, «d’altronde, tra un Dócca e un séndech a gh'è la sô bela diferèinza!», poco ricorda che quando Muzzarelli è stato eletto «l’avìva da éser per Mòdna “ una medicina” da consumarsi entro maggio 2024» e allora la domanda viene spontanea: «S’él consumê abàsta finora, Giancarlo, per Mòdna?»

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È ancora presto per fare i conti sulle promesse mantenute o meno, riconosce, e poi spetterà ai cittadini andare a votare e dire la loro. Ma sull’attività di Muzzarelli Sandrone ha le idee chiare: «In quanto a cunsumères a n gh’è ménga di dóbbi, l’è sèimper andê dapertótt!» Come ogni anno, lo sproloquio diventa l’occasione per fare il punto sulle nuove e vecchie magagne della città. Mentre il sindaco ascolta mescolato in mezzo al pubblico accanto alla Preda Ringadora, un Sandrone attento alla cronaca snocciola piccoli e grandi temi di discussione raccogliendo applausi e risate. La politica locale è sotto tiro e soprattutto la viabilità è oggetto della satira: strade piene di buche e scassate, segnaletica da cambiare, le strisce che mancano in tangenziale e, aggiunge Pulonia, anche i portici da curare, simbolo di Modena di cui andare orgogliosi. Vanno bene per l’ambiente piste ciclabili ovunque e mezzi pubblici, ammette arringando il popolo dei modenesi, ma chi deve girare in auto come fa tra cordoli sporgenti e strade sempre più strette?

E poi il Diurno: «Bel lavoro - esclama sarcastico appoggiato da Sgorghiguelo - ci sono voluti vent’anni. Finalmente non c’è più la preoccupazione di arrivare in tempo, ma l’anziano che deve fare la pipì, andando su e giù due o tre volte, spende in biglietti così tanto che deve chiedere un aumento della pensione. Meno male, aggiunge il figlio, che c’è l’ascensore per il bagno.

E giù legnate sulla lotta al crimine. I ladri sono così ossessivi, ricorda Sandrone, che i modenesi hanno paura di tornare a casa per scoprire che è stata svaligiata. Un applauso lo strappa ricordando che, appena l a polizia li cattura, la legge li lascia liberi. E poi si dilunga sulla spassosa settimana lavorativa del ladro: «Arriva il lunedì, “lavora” dal martedì a giovedì, venerdì e sabato è in galera e domenica torna a casa a far baldoria». E un appello al rappresentante del governo a Modena: «Signora Prefetto - grida - so che è arrivata da poco, ma è una priorità: a gh vól tolleranza zero cun i lèder».

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