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Visite specialistiche, Modena ultima: in ritardo il 53% delle prenotazioni

Il report della sanità regionale boccia il sistema Ausl provinciale per i tempi di attesa. Dermatologia, oculistica e diabetologia le “peggiori”


01 marzo 2022 Luca Gardinale


MODENA. L’ideale sarebbe avere la possibilità di prenotare in Romagna, dove evidentemente il sistema è riuscito a smaltire meglio le code create dalla pandemia e dalla conseguente riorganizzazione della sanità locale. Molto bene anche Bologna e Ferrara, e tutto sommato anche Parma e Reggio. Altri numeri a Piacenza, e soprattutto... a Modena, che secondo la fotografia scattata dalla Regione oggi è la peggiore provincia in Emilia Romagna per i tempi di attesa per le visite specialistiche pubbliche. Sono gli elementi che emergono dal consueto report con il quale l’amministrazione regionale monitora le prestazioni specialistiche, ovvero visite e diagnostica, per le nove province dell’Emilia Romagna.

Ma quanto tempo ci vuole dunque a Modena per ottenere la prestazione prenotata? Partendo dalle cose che funzionano, nella settimana compresa tra il 14 e il 20 febbraio - l’ultima disponibile nel monitoraggio - 6 visite sulle 15 monitorate hanno avuto il “semaforo verde” della Regione, che premia le prenotazioni che rispettano i tempi - un mese nel caso delle prime visite - almeno nell’80% dei casi: si tratta delle visite urologiche, neurologiche, oncologiche, ginecologiche, di chirurgia vascolare e pneumologiche. Solo in un caso, invece, dall’assessorato alla Sanità è arrivato il “semaforo giallo”, che riguarda le prestazioni erogate nei tempi tra il 60 e l’80% dei casi: si tratta delle visite ortopediche.

Le cose cambiano per le altre 8 prestazioni prese in considerazione dal monitoraggio, alle quali è stato assegnato il colore rosso, dal momento che l’indice di performance è inferiore al 60%: partendo dal fondo della classifica, le visite diabetologiche (150 prenotazioni nella settimana presa in considerazione) rispettano i tempi solo nel 21% dei casi, mentre quelle dermatologiche (in questo caso il numero è altissimo, perché le prestazioni sono state 968) vengono erogate entro un mese nel 24% dei casi. Non va tanto meglio per chi deve fare una visita gastroenterologica (36%) oppure endocrinologica, per la quale l’indice di performance è del 37%. Il numero più alto in assoluto di prestazioni riguarda l’oculistica, che ha avuto ben 1.392 prenotazioni, con i tempi rispettati solo nel 39% dei casi. Salendo in classifica, le visite otorinolaringoiatriche (450 prenotazioni) hanno raggiunto il rispetto dei tempi nel 44% dei casi, mentre quelle fisiatriche (451) riescono a superare la metà delle prestazioni in tempo (53%). A chiudere la parte negativa della classifica sono le viste cardiologiche (514 prenotazioni), con un indice di performance del 57%.

Facendo una media, le 5.136 prestazioni erogate nella terza settimana di febbraio in provincia di Modena hanno raggiunto un indice di performance del 47%, che significa che per oltre una prima visita su due non è stato rispettato il mese di attesa previsto dalla Regione. E se da una parte su questi numeri pesa l’emergenza sanitaria, i dati della Regione dicono che la situazione modenese è peggiorata rispetto a un mese fa, quando i numeri dei contagi e i ricoveri Covid erano di 6-7 volte superiori rispetto ad oggi: ad esempio, nella settimana dal 17 al 23 gennaio, l’indice di performance generale era del 77,1%, quasi il doppio di quello attuale, con 4 soli “semafori rossi” contro gli 8 della terza settimana di febbraio. Le cose andavano peggio a dicembre, anche se la percentuale di visite entro i tempi superava comunque il 50%. Per quanto riguarda il resto della regione, l’indice di performance medio è del 79,7%, con le Ausl romagnole che centrano il 100%, seguite da Bologna al 95%, Ferrara al 92%, Reggio all’89%, Parma all’84%, Piacenza al 61%, mentre il 47% di Modena vale l’ultimo posto con un notevole distacco.

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