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cronaca

Morti per Covid, sì all’ultimo saluto dei cari

Ora i parenti possono vedere la salma attraverso una lastra trasparente. Gianni Gibellini: «È un segnale di umanità»


03 marzo 2022 Riccardo Chiossi


Modena. Una notizia da molto tempo attesa e sperata. Gli ospedali fanno un passo avanti in favore dei parenti delle vittime di Covid: è da qualche giorno che in seguito al decesso di una persona positiva al Covid è possibile vedere la salma nella camera mortuaria. Sembra una circostanza di poco, che dura solo qualche minuto e viene fatto velocemente dai parenti più stretti, ma è la risposta a una questione aperta da parecchio tempo dai parenti. Erano diventanti numeri senza volto, destinati a riempire i bollettini sanitari. Nessun ultimo saluto, nessuna veglia.

Al Policlinico di Modena, eseguita la visita necroscopica dal medico legale e fatta la constatazione di decesso da parte del medico curante, il corpo deve essere riposto all’interno di una bara dietro a una lastra di plexiglass così che i parenti possano porgere l’ultimo saluto. Spesso sono Gianni Gibellini e la sua omonima agenzia di onoranze funebri che intervengono sul posto nella camera mortuaria dell’ospedale: «È da tempo che i parenti dei defunti si lamentano di non poter vedere i corpi dei loro cari dopo la morte – racconta il proprietario della Funeral Home Terracielo - Sono venuto a sapere che a volte si è assistito a vere e proprie scene tragiche nelle corsie d’ospedale per il fatto di non poter fare nemmeno il riconoscimento. Ora che al Policlinico è possibile, c’è un po’ di umanità in più. Vedere il tuo caro un’ultima volta resta una cosa importante». Come detto, viene prima installata una lastra in plexiglass sulla bara in modo tale da permettere il riconoscimento della salma e poi sigillata dai necrofori chiamati ad intervenire: «Prepariamo la bara – continua Gibellini - e poi la trasportiamo a Terracielo.

Lì rimane normalmente due giorni, cioè il tempo per organizzare il funerale, anche se possiamo mettere il corpo nelle celle frigorifere e tenerlo lì per più di sei giorni». I funerali, che prima nemmeno si svolgevano, ora hanno luogo regolarmente seppur con qualche limitazione: «Il nostro servizio prevede le massime misure di igienizzazione, distanziamento e calcolo della temperatura corporea. All’inizio i funerali non si svolgevano neppure, poi sì, ma i presenti erano pochissimi, soprattutto a causa della paura di contrarre il virus entrando a contatto con altre persone; ora siamo tornati alla normalità». Lo streaming dei funerali è l’ultima trovata di Gianni Gibellini: «Nella sala-cappella abbiamo microfoni e telecamere. Tutto l’occorrente per trasmettere in streaming la celebrazione. È accaduto e accadrà di nuovo. Ho 2 o 3 funerali al giorno per covid. Ne stiamo uscendo – conclude Gibellini – ma i morti restano comunque tanti. Non si deve sottovalutare il virus».


 

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