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cronaca

Tasse non pagate, boom di pignoramenti: «A Modena continue richieste d’aiuto»

Taglio forzoso di stipendi e pensioni da parte del Fisco: da inizio anno già 250 persone disperate si sono rivolte ad esperti


03 marzo 2022 Daniele Montanari


Modena. Gente che si ritrova lo stipendio o la pensione pignorata per pagare gli arretrati delle tasse, arrivate al dunque dopo lo sblocco delle cartelle esattoriali. Che, combinato con la crisi economica legata alla pandemia, sta creando una situazione devastante per migliaia di persone in tutta l’Emilia Romagna. E una gran parte di casi riguarda la provincia di Modena, in base al monitoraggio fatto dall’Unicon, l’Unione per la Difesa dei Consumatori.

«Abbiamo circa 24mila associati in Emilia Romagna – spiega il presidente regionale Vincenzo Paldino – e di questi la maggior parte, quasi 14mila, è a Modena. Provincia che in questi giorni si sta facendo specchio di una dinamica eclatante che riguarda tutto il territorio, dove tantissime persone a seguito delle richieste perentorie fatte dall’Agenzia delle Entrate, a partire dall’Irpef, si stanno trovando in grandissima difficoltà». La dinamica è sempre quella: com’è noto, dal marzo 2020 al settembre 2021 c’è stato il blocco delle cartelle esattoriali disposto dal governo. Ma adesso il periodo di congelamento è finito, e le richieste di pagamento ormai sono al loro epilogo perentorio. Che arriva anche al pignoramento appunto, dopo il no alle richieste di rateizzazione avanzate dai debitori. Che nella stragrande maggioranza dei casi non sono furbetti ma persone che vogliono pagare. Solo che non hanno i mezzi per farlo.

«Gli accessi ai nostri sportelli per questo tipo di situazioni stanno avendo un aumento esponenziale ovunque, ma a Modena in modo particolare – evidenzia Paldino – dove dall’inizio dell’anno si sono presentate già 250 persone, a cui abbiamo offerto consulenza. Un centinaio a gennaio e 140 nel solo mese di febbraio: praticamente ogni giorno c’è la fila nell’ufficio di Modena, con persone di ogni età, italiane e straniere. Il numero cresce di settimana in settimana: se continua così a marzo rischiamo di trovarci con numeri davvero impressionanti».

L’associazione ha già avviato più di cento pratiche per trovare una soluzione a casi estremamente problematici: «Il più eclatante – racconta – è quello di un modenese che appena andato in pensione se l’è vista pignorata a inizio febbraio: lo stesso giorno l’Agenzia delle Entrate gli ha comunicato il no alla rateizzazione del debito che avevamo richiesto e il pignoramento. Ma abbiamo tante situazioni difficili, con richieste su Modena che ci paiono fatte con un certo irrigidimento da parte dell’Agenzia. In nessun caso, è bene sottolinearlo, ci siamo trovati davanti a qualcuno che ha detto: “Io non pago”. Tutti vogliono farlo, sono i cosiddetti “debitori meritevoli”, non fraudolenti. Ma c’è chi ha perso il lavoro, chi è finito in cassa integrazione, chi è in pensione… Devono essere messi nelle condizioni di poter pagare, ma ci troviamo di fronte a richieste di rateizzazione respinte. E poi a pignoramenti di stipendi e pensioni: su una pensione di mille euro ne possono essere trattenuti anche 350. Peraltro con il pignoramento uno finisce che paga anche gli interessi, mentre la rateizzazione blocca la somma dovuta».

«Noi non riteniamo giusto questo insistere su cittadini in difficoltà – rimarca Paldino – perciò presentiamo appello per il riesame delle situazioni, andando anche davanti alla Commissione tributaria. E capita anche che emergano errori di calcolo del debito».

 

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