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Sassuolo, un magazzino edile nella strada chiusa Residenti dubbiosi: «Bisogna opporsi»

Mobilitazione in via Caboto: «Impossibile convivere con i tir Servono risposte o almeno un nuovo piano del traffico»


07 marzo 2022 Alfonso Scibona


SASSUOLO. Una ventina di famiglie che abitano in viale Caboto – quartiere Quattroponti strada senza uscita – sono in preda ad una crescente preoccupazione. Il motivo? La ventilata apertura di un grosso distributore di materiale per l’edilizia di fronte alle loro palazzine. «Siamo venuti a conoscenza – ha dichiarato Luca Corradini, che abita proprio di fronte al cancello d’ingresso dei capannoni – che a breve dovrebbe aprire un ingrosso di materiale per l’edilizia. Facendo una piccola equazione abbiamo capito che lungo la nostra strada non si vivrà più come prima. Già ho dovuto riparare muretto e recinzione una volta; in altre occasioni è toccato al marciapiede a causa dei camion che nel fare manovra l’avevano danneggiato: adesso tutto questo diventa certezza. Dovremo vedere le colonne di camion e furgoni avanti e indietro visto che la strada è senza uscita».

In zona, in passato, c’era un grosso deposito di impianti e macchinari per ceramica dismessi, ma il carico e scarico dai tir avveniva una volta ogni tanto. Adesso, invece, si fanno i conti con l’andirivieni costante, con la conseguenza anche di veder compromessa l’area destinata al parcheggio delle auto dei residenti.

«In passato – continua Corradini – siamo stati anche in municipio per lamentarci e ci avevano risposto che si trattava di un affitto momentaneo. Poi tutto è cessato, i problemi azzerati. Adesso siamo venuto a sapere che l’immobile è stato acquistato ed aprirà un magazzino edile».

«La nostra vita peggiorerà – continua Stefano Tossi, anch’egli abitante in viale Caboto – Imboccheranno questa strada chiusa autotreni e bilici da 15-16 metri che faranno manovra: lascio immaginare cosa succederà a quanti abitano in questa via. C’è il rischio reale che si venga “chiusi” ad aspettare queste manovre, con tanto smog scaricato sotto le nostre finestre».

Si tenta anche di ipotizzare qualche alternativa: «Se è vero che è stato rilasciato questo permesso di inizio attività – continua Tosi – speriamo che si prenda in considerazione anche il fatto di aprire un cancello a fine strada. Le condizioni ci sono e permetterebbero di entrare da una parte ed uscire dall’altra. Senza pensare che se succederà quanto da noi ventilato il valore delle nostre abitazioni crollerà».

C’è anche un allarme di carattere ambientale, da non sottovalutare. «Questi capannoni – conclude Tosi – come hanno appurato da tempo coloro che abitano ai piani alti delle palazzine, sono coperti da lastre di eternit. Se mettiamo insieme la Co2 degli scarichi e il pericolo di inalare le particelle di amianto rilasciate dalle coperture in eternit, il pericolo ambientale per le nostre famiglie diventa davvero elevato. Chiediamo al sindaco o chi per lui risposte chiare e veloci».

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