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Orario e smartworking: alla Kerakoll di Sassuolo decideranno i dipendenti

Il nuovo contratto integrativo è una svolta per trecento impiegati: «Si potrà scegliere di variare ingressi e uscite. Lavoro da casa? Sì, se preferisci»


13 marzo 2022 Stefania Piscitello


Sassuolo. Gli impiegati di Kerakoll potranno scegliere se lavorare in smartworking o in presenza e avranno orari più flessibili. A questo, si aggiungono le ferie solidali che i dipendenti potranno donare per aiutare altri colleghi: in cambio Kerakoll raddoppierà i giorni. E poi, il premio di risultato viene incrementato sino a 2.400 euro annui in base ai risultati raggiunti e si accorciano i tempi di stabilizzazione dei lavoratori somministrati. È solo parte dei risultati raggiunti dai lavoratori della Kerakoll Spa che riuniti in assemblea sindacale hanno approvato l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto integrativo aziendale. Un lungo dialogo iniziato con la pandemia e che ha infine dato i suoi frutti. Saranno circa 300 gli impiegati di Kerakoll che potranno usufruire della flessibilità oraria (sono complessivamente 600 i dipendenti tra Sassuolo e Rubiera).

«C’è una variabilità di trenta minuti negli orari di ingresso e uscita – spiega Sabrina Velsce di Filctem Cgil Modena – Inoltre i lavoratori potranno decidere, ad esempio, se fare la pausa pranzo di mezz’ora o di due ore. Ovviamente il tutto rispettando il lavoro che gli è stato affidato, però avendo la possibilità di scegliere anche in base agli impegni familiari». Insomma, se un dipendente avrà necessità di entrare una trentina di minuti a lavoro per accompagnare – ad esempio – il figlio a scuola, potrà farlo.

Nei tempi più duri di pandemia la quasi totalità degli impiegati, quasi trecento persone, ha lavorato in smartworking. «Il lavoratore – prosegue Velsce – potrà decidere qual è il luogo in cui svolgere la propria attività, non necessariamente dovrà essere l’abitazione. Basta che sia un posto idoneo a ospitare una sorta di ufficio. Tutta la strumentazione sarà a carico dell’impresa, non ci devono essere costi né discriminazioni da nessun punto di vista».

Anche chi lavora in smartworking riceverà il buono pasto, alla pari di chi è in presenza. «Abbiamo inserito una serie di regole ed indirizzi a questa che è una materia nuovissima. Lo spirito delle linee guida è non estraniarsi totalmente dall’azienda». In accordo col responsabile gli impiegati potranno lavorare in smartworking quando vorranno, a patto che non si “isolino” rispetto alla realtà aziendale. Praticamente si dovrà trovare un equilibrio tra smartworking ed attività in presenza, ma certamente questa novità offre tante possibilità. Uno spunto che è ovviamente arrivato dalla pandemia, che ha cambiato il modo di lavorare praticamente ovunque. «Dato che lo smartworking si è dimostrato utile anche per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, abbiamo deciso di inserirlo nel contratto aziendale».

Fanno capolino nell’accordo anche le ferie solidali, che i dipendenti possono mettere a disposizione di altri in caso di necessità. «Le ferie donate finiscono nella banca ore solidale, avviene tutto in anonimato. Queste ferie vengono raddoppiare dall’impresa». Grande la soddisfazione della rappresentanza sindacale e della Filctem di Modena e Reggio. Tra gli altri punti salienti dell’accordo, l’ampliamento della tutela alla sicurezza dei lavoratori delle imprese in appalto e quello della casistica per il riconoscimento dell’integrazione al 100 per cento della malattia.

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