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Modena, nuovi ospedali, lo stop di Italia Nostra «Basta costruire nelle aree agricole»

L’associazione boccia le scelte di Regione, Ausl e Comuni: «Vecchie strutture abbandonate e suolo vergine occupato»


21 marzo 2022 Luca Gardinale


MODENA. Al centro c’è ancora l’urbanistica, ma per una volta nel mirino non ci sono (solo) le amministrazioni comunali, ma i vertici della sanità modenese, dalla Regione all’Ausl. Le critiche vengono ancora una volta dall’associazione Italia Nostra, che contesta la scelta di costruire nuove strutture sanitarie in provincia. Le perplessità dell’associazione sono state inviate in una nota diretta a Regione, Comuni interessati e Azienda sanitaria, esprimendo «motivati rilievi critici sui modi della localizzazione delle nuove strutture sanitarie: carenza di programmazione e scorciatoie urbanistiche portano, con preoccupante frequenza, a investire sulle aree agricole». Secondo Italia Nostra, dunque, «un elemento comune nell’azione della Regione - che indirizza e approva le scelte delle Asl d’intesa con i Comuni - è la mancata o superficiale valutazione del riuso-recupero degli ospedali da abbandonare, spesso ubicati al centro degli impianti urbani».

Dopo aver citato alcuni esempi a livello regionale, da Ferrara a Piacenza e Cesena, l’associazione per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale passa così ai casi modenesi: «Il progetto del nuovo ospedale di Carpi su suolo agricolo - fa notare Italia Nostra - ha provocato la rivolta dei cittadini costituiti in comitato e la preoccupazione di chi abita nella Bassa, che vede l’iniziativa come il “cavallo di Troia” verso la chiusura dell’ospedale di Mirandola. Mentre non è data alcuna motivazione del perché non sia possibile intervenire in ristrutturazione o espansione sull’ospedale esistente, né si è messo in discussione cosa ne sarà della vasta struttura una volta che fosse abbandonata. A Sassuolo - continua Italia Nostra - non si è colta la possibilità di riutilizzare il vecchio ospedale in centro, abbandonato dal 2005, quindi non certo un rottame, per la realizzazione di un ospedale di comunità, preferendo la sede che sembra scelta a casaccio, e di fatto decentrata, di Gorzano di Maranello, in un’area agricola di straordinario fascino ambientale». Passando al capoluogo, le critiche si concentrano di Baggiovara, «dove l’ospedale di comunità sarà realizzato in un’area agricola, quando invece dovrebbe essere integrato nel tessuto urbano. Stesso discorso a Vignola, dove si interverrà su un’area agricola nei pressi di un incrocio stradale, come già era avvenuto per la Rsa di Appalto di Soliera».

Nel suo appello, Italia Nostra fa notare che «è compito della politica e delle pubbliche istituzioni proporre e praticare modelli esemplari di comportamento che sappiano affrontare le complessità dei problemi, come quelli posti dal rinnovo delle strutture sanitarie, pur quando esigano maggiori tempi e costi, sopportabili se in funzione di un meditato riuso dell’esistente ovunque possibile e del conseguente risparmio del suolo, nella consapevolezza della forza e insieme della responsabilità delle risorse pubbliche disponibili. E a questo riguardo - chiude l’associazione - viva è la preoccupazione che le stesse vaste disponibilità di fondi del Pnrr soggetts a logiche temporali ferocemente compresse favoriscano ulteriormente le più agevoli scelte di nuove costruzioni. Sarebbe un’altra occasione perduta».

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