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cronaca

Bande dello spray scatenate nel Modenese: «In 5 anni sono stati colpiti tutti i locali»

Buzzega (sindacato Silb) chiede una stretta sulla vendita delle bombolette: «Tracciatele come se fossero delle armi»


22 marzo 2022 Daniele Montanari


Modena. Quanto accaduto sabato notte al circolo “Notte Tempio”, con lo spray urticante spruzzato nell’area ballo per creare il panico e rapinare, non è un fatto isolato: tutti i locali da ballo della nostra provincia, una ventina, ci sono passati. Senza alcun epilogo che rimandi ai tragici fatti di Corinaldo, e per dei motivi ben precisi. «Non si è trattato di fortuna, ma di buona preparazione» dice sicuro Paolo Buzzega, presidente di Silb-Confcommercio Modena, l’associazione degli imprenditori che gestiscono i locali della notte.

«Non sono per nulla sorpreso dai fatti di sabato – sottolinea – è da anni che ci sono in giro bande di delinquenti che usano lo spray al peperoncino per fare furti: negli ultimi cinque anni è avvenuto almeno un fatto di questo tipo in tutti i locali della provincia. E se non è successo niente di tragico è perché ogni locale è stato capace di darsi un protocollo di sicurezza adeguato alla minaccia. Chi in collaborazione con la questura e chi no, essendo magari in periferia e facendo serate sporadiche. Noi come sindacato siamo a stretto contatto con prefettura e questura, e posso dire che l’attenzione su questi protocolli è massima, così come la collaborazione con le forze dell’ordine. Siamo molto preparati, così tuteliamo l’utenza ed evitiamo conseguenze gravi».

Al Notte Tempio è entrato in funzione un sistema di sicurezza con emissione di Co2 per purificare l’aria. «Ma non è detto che debba essere così dappertutto – precisa Buzzega – i sistemi vanno studiati sulla base della conformazione dei locali. Ad esempio l’altezza: una soluzione che va bene per uno, può essere controproducente per l’altro. Servono contromisure specifiche, elaborate caso per caso».

Ma Buzzega guarda anche alla radice del problema: la facilità con cui ad oggi è possibile avere lo spray al peperoncino e trasformarlo da oggetto di difesa ad arma di offesa: «Finché non ci saranno serie limitazioni alla vendita di questi articoli, che sfuggono ai metal detector perché piccoli e in gran parte di plastica, ci ritroveremo sempre a parlare di fatti come questo – incalza –. Se ne esce solo classificandoli come armi e quindi disponendo un efficace sistema di tracciamento in chi li utilizza. Io lo compro, sopra c’è un numero di serie, e viene associato alla mia persona. Oggi chi spruzza spray poi getta la bomboletta per non farsi scoprire e scappa. Vengono ritrovate per terra, ma senza alcun elemento per risalire al possessore. Col tracciamento ci sarebbero indicazioni fondamentali per risalire, se non direttamente a chi ha spruzzato, che può avere dei complici, almeno a restringere il cerchio».

 

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