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cronaca

Esami urine, in migliaia di modenesi ancora in attesa

Dopo l’arrivo dei reattivi sono riprese la analisi già programmate, ma le prestazioni sospese non sono state recuperate


22 marzo 2022 Luca Gardinale


Modena. Di buono c’è che le analisi sono ripartite, e quindi chi aveva esami programmati per questa settimana ha potuto farli regolarmente. Dall’altra parte, ci sono le migliaia di cittadini che l’esame non sono riusciti a farlo, o meglio che il campione lo avevano portato, ma che si sono visti sospendere l’esito dal momento che mancavano i reattivi necessari per procedere con le analisi.

Il caso è ancora quello dell’analisi delle urine in provincia di Modena, che di fatto sono state sospese dal 1 marzo dal momento che mancavano le strisce reattive per elaborare gli esami. Una mancanza non imputabile all’Azienda Usl, ma alle difficoltà di approvvigionamento da parte del fornitore straniero (e all’impossibilità di sostituirlo con prodotti di altre aziende). Di conseguenza, tutti i cittadini che hanno consegnato la provetta insieme agli esami del sangue nel mese di marzo per l’esame chimico-fisico e morfologico delle urine - mentre non ci sono stati problemi per l’urinocultura, l’esame più urgente per la diagnosi di patologie importanti - hanno ricevuto una comunicazione che spiegava la situazione, invitandoli ad attendere una chiamata per poter rifare l’esame.

Nel frattempo, le poche strisce reattive disponibili sono state utilizzate per gli esami più urgenti, come quelli per i pazienti ospedalizzati, mentre l’Ausl ha cercato di accelerare l’arrivo delle nuove forniture. Una situazione che, almeno per quanto riguarda le analisi già programmate, si è risolta ieri, con l’arrivo delle strisce reattive a Modena nel fine settimana scorso, consentendo così la ripresa delle analisi per tutti i cittadini che avevano l’esame delle urine programmato per questa settimana e per le prossime. Discorso diverso per tutti i modenesi che avevano l’analisi programmata per i primi venti giorni di marzo, e che di conseguenza non sono riusciti a fare l’esame. Si tratta verosimilmente di migliaia di modenesi, considerando che il problema riguarda tutta la provincia, per venti giorni di tempo e per un esame che spesso viene prescritto insieme a quello del sangue. Ma come avverrà dunque il recupero delle prestazioni “congelate”, visti i numeri in ballo? Al momento le analisi sono appena ripartite, dunque l’obiettivo dell’Ausl è quello di stabilizzare l’erogazione delle prestazioni di routine programmate quotidianamente: a quel punto, sarà possibile individuare la modalità di recupero degli esami sospesi.

Tra qualche giorno, quindi, l’Azienda sanitaria modenese comunicherà la possibilità di recuperare le prestazioni non eseguite, anche se al momento non sono ancora state stabilite né la modalità stessa di comunicazione, né quella dell’accettazione delle persone che devono rifare l’esame.


 

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