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Modena. Maletti: dopo 90 anni è in vendita la vetrina che fa sognare i bimbi

Giuliano Venturelli: «Gestiamo il negozio da 50 anni, ma ora cerchiamo un acquirente o dovremo chiuderlo»


22 marzo 2022 Carlo Gregori


Modena. Vittima collaterale del “cantierone” di Corso Canalchiaro è uno dei negozi più antichi e noti di Modena. Si chiama cartoleria Maletti ma da sempre a gestirlo è la famiglia Venturelli. Spiega Giuliano Venturelli divertito: «Tutti mi chiamano da una vita Maletti, ma non è il mio cognome».

Dopo 90 anni di attività, verrà presto messa in vendita. Chi non si è mai fermato a guardare le splendide vetrine, anche quelle in miniatura attaccate alle colonne del portico, per perdersi nelle fantasie suscitate dai soldatini o da un trenino? Pochi negozi in città hanno fatto sognare i bambini come quello all’angolo di via Trivellari. Ora la cartoleria non solo si ritrova un accesso angusto al lato del cantiere stradale, ma è intrappolata nel cantiere condominiale. E non è solo una questione di facciata da rifare: ci sono lavori interni da portare avanti e interesseranno anche il negozio. Il titolare, Giuliano Venturelli, sta pensando di mettere in vendita quel pezzo di mondo modenese un tempo riservato ai bambini e agli adulti rimasti collezionisti. L’attività verrà messa sul mercato: «Ovviamente speriamo di trovare un acquirente, altrimenti dovremo chiudere».

«A parte i lavori alle tubature in strada - spiega Giuliano - abbiamo altri problemi. Il cantiere stradale non aiuta, sicuramente, ma è necessario. L’accantieramento del palazzo rende tutto più complicato. Basti pensare che va rifatto il soffitto del negozio. Si parla di una settimana di lavori ma temo che ci vorrà più tempo. Dovrò chiudere l’attività. Ci si metterà d’accordo per un risarcimento». Il momento è difficile. Il negozio si trova in una condizione abbastanza simile a quello di fronte - la boutique di Roberta Dallai - con la strada bloccata e il palazzo impacchettato da tubi innocenti, assi e teli.

Ma tutto questo lo preoccupa fino a un certo punto: «Con me finisce un periodo di quasi un secolo di gestione. I miei figli hanno preso altre strade. E io sono ormai vicino alla pensione – confida – devo finire l’anno, poi vedremo cosa fare». Purtroppo, Giuliano ha piena consapevolezza di arrivare al capolinea di un’attività familiare lunga, certificata persino dalla targa di Bottega Storica che il Comune assegna solo dopo decenni di attività certificata. «Sì, è un negozio davvero storico – spiega dispiaciuto – siamo in attività dal 1932. Mio padre l’ha rilevato nel 1975, quasi cinquant’anni fa. Con me finirà tutto».

Ne ricorda la storia: «Nei primi anni ’30 il negozio di cartoleria esisteva già ed era gestito da un certo Ugo Maletti. La comperò la famiglia Blondi e ristrutturò il negozio. Fino al 1973 è stato di proprietà dei Blondi, che avevano tre o quattro cartolerie. Poi sono subentrati mio padre Giorgio Venturelli e un socio, che è stato liquidato nel 1975. Alla fine del 1978 sono entrato in servizio anch’io». Il collezionismo oggi non va più. Spesso è diventato un interesse riservato a una nicchia generazionale, soprattutto ai “boomers” dai 50 anni in su che, nonostante i capelli grigi, non hanno mai smesso di colorare i modellini di Stukas e di bombardieri Wellington o i soldatini. Ma le vetrine attirano ugualmente: «Oggi, il nostro è un mestiere difficile e i costi di un negozio in centro sono elevati. Per fortuna abbiamo un contratto di affitto ancora accettabile ma le spese aumentano sempre di più. Nel frattempo, i clienti stanno calando: una volta eravamo in quattro a servirli. I collezionisti sono in via d’estinzione, anche se tanti ragazzi passano a comperare un’automobilina o qualche altro pezzo. Ma più che il collezionismo, si sta esaurendo il centro storico. Credo che diventerà un piccolo mondo a sé stante, una specie di centro commerciale».



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