modena
cronaca

Irpef, ecco i rincari comunali per i redditi sopra i 50mila euro

Le aliquote dell’addizionale ridefinite sulla base dei nuovi scaglioni nazionali L’aumento dello 0,05% rispetto al 2021 colpirà solo le buste paga più “pesanti”


23 marzo 2022 Luca Gardinale




A pagare di più saranno i “ricchi”, anche se almeno in questo caso si tratta di aumenti lontani anni luce rispetto alle stangate delle bollette e dei carburanti. Fatto sta che nell’ultimo atto del Bilancio del Comune di Modena si “nasconde” un aumento delle tasse, anche se di fatto è un rincaro inevitabile, considerando che si tratta di un adeguamento a quanto previsto da Roma. Perché se da una parte l’amministrazione comunale ha già confermato che tasse e tariffe 2022 resteranno invariate, un discorso diverso va fatto per l’addizionale Irpef, ovvero la percentuale calcolata sul reddito che va al Comune sotto forma di imposta.

La novità viene da Roma, dal momento che per il 2022 il governo ha rimodulato gli scaglioni di reddito sui quali viene applicata l’Irpef, riducendoli da 5 a 4 ed eliminando la fascia 55 e 75mila euro, mentre lo scaglione più alto va semplicemente da 50mila euro in su. Di conseguenza, anche il Comune di Modena ha dovuto prendere atto delle nuove fasce, ridefinendo l’addizionale Irpef.

Le logiche che hanno portato alla decisione sono fondamentalmente tre: cercare di ottenere lo stesso gettito del 2021, confermare la progressività delle aliquote e non aumentare l’addizionale per le fasce di reddito basse e medie. Di conseguenza, chi ha un reddito che non supera i 50mila euro non avrà aumenti rispetto all’anno scorso: la prima fascia - entro i 15mila euro - vede confermata l’aliquota dello 0,50% sull’Irpef, così come la seconda - tra i 15 e i 28mila euro - per la quale è previsto il pagamento dello 0,64% al Comune. Anche la terza fascia ha visto la conferma della vecchia aliquota, ovvero lo 0,75%: quello che cambia, come previsto dal governo, è che lo scaglione non va più da 28 a 55mila euro, ma si ferma a 50mila. Infine, l’ultima fascia, che comprende dunque tutti i modenesi che superano i 50mila euro di reddito, per i quali l’aliquota è dello 0,80%. I cambiamenti riguardano questo scaglione, che fino al 2021 era diviso in tre, con aliquote comunali dello 0,75, 0,79 e 0,80%, mentre oggi è in vigore solo l’aliquota massima. In termini concreti, il cambiamento riguarda solo i redditi compresi tra i 50 e i 75mila euro, con un aumento massimo rispetto al 2021 dello 0,05% per chi guadagna tra 50 e 55mila euro. Facendo una simulazione, chi ha un reddito di 50mila euro nel 2022 si troverà a pagare al Comune 25 euro in più in un anno. L’adeguamento ai nuovi scaglioni Irpef nazionali è stato presentato in commissione lunedì scorso dall’assessore al Bilancio Gianpietro Cavazza, che ha confermato le parole chiave, ovvero «equità e progressività».

In particolare, la progressività delle aliquote continua a rappresentare una scelta del Comune di Modena: a Bologna, ad esempio, già dall’anno scorso su tutti gli scaglioni viene calcolata l’addizionale dello 0,80%, mentre è prevista l’esenzione per i redditi fino a 15mila euro. Per quanto riguarda Reggio Emilia, nel 2021 è stata applicata una progressività più “blanda” rispetto a Modena, dal momento che per la prima fascia l’aliquota prevista è dello 0,69%, con differenze minime da scaglione a scaglione.

L’unico problema che potrebbe porsi per il Comune di Modena è quello del gettito complessivo: le nuova detrazioni previste dal governo comporteranno una riduzione dell’imponibile, con la conseguenza che il gettito potrebbe calare leggermente rispetto al 2021.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Gruppo SAE (SAPERE AUDE EDITORI) S.p.A, Viale Vittorio Alfieri n.9 - 57124 Livorno - P.I. 0195463049


I diritti delle immagini e dei testi sono riservati. È espressamente vietata la loro riproduzione con qualsiasi mezzo e l'adattamento totale o parziale.