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Modena, lavava gli abiti del marito operaio: muore uccisa dalle fibre di amianto

Carla Iotti aveva 81 anni: non ha mai lavorato nello stabilimento. Camera ardente a Terracielo, oggi l’ultimo saluto


26 marzo 2022 Adriano Arati


Un’altra vittima dell’amianto “rubierese”. Giovedì scorso è scomparsa l’81enne modenese Carla Iotti, moglie di Alfredo Bersani, per decenni lavoratore dello stabilimento Icar di Rubiera in cui si è lavorato l’eternit, prima che l’altissimo rischio cancerogeno dell’amianto diventasse noto.

Alfredo Bersani è stato uno dei principali testimoni nelle campagne di sensibilizzazione e nei processi che hanno unito Rubiera agli altri luoghi feriti dall’amianto, a partire da Casale Monferrato, Comune piemontese in provincia di Alessandria: ovunque abbiano operato stabilimenti della multinazionale svizzera Eternit, vi sono state decine, se non centinaia, di decessi dovuti a problemi oncologiche della zona polmonare, causate dall’inalazione delle polveri di amianto. Unite a tantissime malattie respiratorie, sempre dovute alla stessa causa.

IL MESOTELIOMA

È il caso di Carla Iotti, uccisa da un mesotelioma maligno; la donna non ha mai lavorato direttamente nella fabbrica coinvolta, ma per tanti decenni ha lavato le tute e gli indumenti del marito, intrisi dalle pericolosissime fibre di amianto, sino all’emergere del tumore, che nel caso delle polveri da amianto può diventare pericoloso dopo parecchi anni. Un altro dettaglio, quello del coinvolgimento “indiretto” di Carla, che aumenta l’amarezza e sottolinea l’altissima letalità del materiale, impiegato nell’edilizia grazie alla sua elevata capacità ignifuga. In mezzo mondo sono stati avviati processi contro i proprietari dell’Eternit, accusati di aver volutamente celato la pericolosità dei loro prodotti – progressivamente emersa – pur di continuare l’attività dall’elevato profitto.

In Italia le cause di questo tipo sono parecchie, quasi tutte concluse con dei nulla di fatto e con prescrizioni che riconoscono le responsabilità, senza però concedere ristori né condurre a condanne. Di tutte queste lotte, che hanno visto anche Rubiera in prima linea assieme alla Cgil, Bersani è davvero un grande riferimento, anche come fondatore di AFeVA Emilia Romagna, l’associazione familiari e vittime di amianto.

IL SINDACO

Ora si trova a piangere Carla anche il sindaco di Rubiera, Emanuele Cavallaro: «Un abbraccio forte ad Alfredo Bersani, ex lavoratore dell’Eternit di Rubiera, che ha perso sua moglie Carla per mesotelioma maligno. È la malattia che, nella grande maggioranza dei casi, è causata dall’amianto. Lei non lavorava in fabbrica, ma era in contatto con gli abiti e le fibre di chi vi lavorava. Il mesotelioma ha un tempo di “incubazione” che va dai 20 ai 50 anni», è il mesto commento del sindaco. «Ho conosciuto Alfredo per la lotta che abbiamo condotto, ancora oggi invano, nei tribunali. Una persona meravigliosa. Un rappresentante dei lavoratori che non ha mai smesso di esserlo. Gli trasmetto tutta la vicinanza di cui posso essere capace. Non c’è una giustizia, una comprensione umana per cose come questa».

«Spero che il cielo possa consolare Alfredo in qualche modo. Nel frattempo, qua si è andati avanti a levarlo, questo maledetto amianto», aggiunge il sindaco ricordando il censimento avviato a Rubiera, diventato un modello a livello nazionale».

IL CORDOGLIO

Gli attestati di cordoglio sono tanti: dall’AFeVA Emilia Romagna a quella di Casale Monferrato, dalla Cgil reggiana a quella regionale e dall’Inca (Istituto nazionale confederale di assistenza) Cgil. La camera ardente di Carla sarà allestita oggi alle 14.30 nella sede dell’agenzia funebre Terracielo in via Emilia Est 1320. Al termine della cerimonia la salma sarà cremata.



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