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cronaca

Nonantola, bufera contro il sindaco: la destra ago della bilancia per “salvare” Nannetti


28 marzo 2022 Serena Arbizzi


NONANTOLA. «Abbiamo chiesto al Pd di fare dimettere il sindaco Nannetti, per concedere loro l’onore delle armi. Finora non è arrivata nessuna risposta, quindi presenteremo la mozione di sfiducia».

A loro non piace chiamarlo ultimatum, ma di certo si tratta di una resa dei conti, stavolta definitiva. Volano gli stracci tra i sette consiglieri di opposizione e il sindaco Federica Nannetti. La mozione di sfiducia è stata firmata da sette consiglieri e arriva da lontano, da un lungo tentativo di confronto che, tuttavia, le opposizioni giudicano fallimentare. La mozione, che costituisce un vero e proprio colpo di scena, è firmata da: Nonantola Libera, con il consigliere Cosimo Francesco Antonucci, “Progetto 2030” con Alessandro Di Bona, dai tre consiglieri del Movimento 5 stelle e dai due di “Una mano per Nonantola”. Per legge, la mozione di sfiducia può essere presentata da due quinti dei consiglieri, ma serve la maggioranza perché passi la sfiducia. È plausibile che gli otto consiglieri di maggioranza votino la fiducia a Nannetti ed è a questo punto che, con un solo voto di scarto, si apre uno scenario inedito al tempo stesso curioso: i due consiglieri di Forza Italia diventerebbero l’ago della bilancia. Il loro voto favorevole al sindaco ne impedirebbe la partenza, ma il Pd dovrebbe al tempo stesso fare i conti con un primo cittadino “salvato” dalla destra...

«L’amministrazione non ha certo mostrato dialogo aperto con le opposizioni, ma nemmeno con i suoi – attacca Di Bona – Il Pd sa tutto da una settimana e ha avuto il tempo di prevenire la mozione, un passo difficile anche per noi, ma non abbiamo avuto risposte».

Il concetto è ribadito dal pentastellato Andrea Minerba: «Il disaccordo con il sindaco nasce da lontano, c’è sempre stata reticenza a dialogare con le minoranze. Il problema del polo logistico è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, perché sembra sia stato fatto tutto sotto traccia senza far sapere niente alle minoranze. Noi siamo contrari: quasi 80mila metri quadri di terreno dov’è già previsto, sì, un insediamento industriale che però non comporta nulla a livello di occupazione o sviluppo, anzi porta precarietà lavorativa in modo drastico. La Nonantolana, inoltre, è l’unica arteria che porta a Modena, è già satura di traffico. Un polo logistico porterebbe un migliaio di camion al mese...».

Serena Arbizzi


 

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