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Carpi, all'itis da Vinci a lezione contro il bullismo per reagire alle ingiustizie

La Questura insegna agli studenti i rischi e le conseguenze dei reati informatici  Alle “Focherini” individuato il giovane che ha preso a pugni un altro ragazzino


29 marzo 2022 Serena Arbizzi




È stato individuato il bullo che sabato ha spintonato e dato due pugni a un ragazzino di poco più giovane, all’uscita dalle medie Focherini.

Uno dei genitori del giovanissimo preso di mira è stato ricevuto dalla preside: un segnale forte da parte della scuola, quello dell’individuazione del giovane, per dimostrare che si intende combattere il fenomeno.

Così come a livello di prevenzione, si sta muovendo a largo raggio anche l’Iti Da Vinci, con il progetto “PretenDiamo Legalità”, arrivato alla sua quinta edizione. Il progetto è nato dalla collaborazione tra le Questure delle maggiori province d’Italia e il Miur. Gli studenti si sono abilmente destreggiati con impegno e cura fra concetti quali cittadinanza attiva, cittadinanza digitale e rapporto interpersonale, per dire no al bullismo, all’illegalità sotto ogni forma e alla dipendenza dai social, evidenziando che nella parola “pretendiamo” che dà il titolo al concorso è ben rimarcata la necessità di “Dare” tutti insieme esempio di legalità oltre che pretenderla.

Il preside Marcello Miselli ha voluto dare il proprio contributo a quest’esperienza che da più parti è stata definita la madre di tutte le battaglie. Al progetto hanno partecipato ben 10 classi del primo e del secondo anno.

Personale specializzato delle rispettive Questure di Modena e Carpi ha presentato presso le aule dell’istituto attrezzate adeguatamente alcuni video e cortometraggi di forte presa e ha in particolare stimolato la riflessione dei ragazzi partecipanti sull’importanza della legalità e del rispetto delle regole che rende i giovani protagonisti della realtà sociale, individuando i temi di più alto impatto, quali cittadinanza attiva e Costituzione, con particolare riferimento al contrasto alla criminalità organizzata anche di stampo mafioso nel trentennale delle stragi di Capaci e via D’Amelio, laddove i martiri della Giustizia, Falcone e Borsellino e quanti con loro hanno trovato la morte in quei disastri, continuano a insegnare a ogni generazione il coraggio di reagire alle ingiustizie respingendo ogni di compromesso.

Cittadinanza digitale, con attenzione all’uso consapevole dei mezzi di comunicazione virtuale ed ai rischi connessi alla navigazione su Internet e all’uso indiscriminato dei social, tra cui spiccano i fenomeni del cyberbullismo, troll, flaming, haters, body shaming e innaturale dipendenza dalla rete. Rapporto con gli altri, ponendo l’attenzione su cosa significhi essere responsabili delle proprie azioni e quanto le proprie scelte incidano sulla vita altrui, con particolare evidenza sull’abuso di sostanze alcooliche e stupefacenti soprattutto in occasione di feste e rave party e quali e quanti effetti dannosi ha per sé e per gli altri il mancato rispetto delle regole, per terminare poi sui comportamenti trasgressivi ed illeciti posti in essere da baby gang soprattutto in ambito ferroviario che denotano oltre al disagio sociale e familiare anche devianze derivanti dalle tendenze musicali emergenti che incitano le nuove generazioni alla trasgressione.

I ragazzi del Vinci hanno prodotto video. Una commissione nominata e presieduta dal Questore individuerà un lavoro per ciascuna categoria tenendo conto dei criteri di efficacia e pertinenza nella rappresentazione del tema oltre alla creatività di espressione, cui seguirà un premio.

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