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Modena, l'assessore regionale Donini: «Pronto soccorso, basta accessi impropri I casi non urgenti alle Case della salute»

L’assessore regionale Donini sul futuro della sanità: «Sul Coronavirus numeri ancora alti, non abbassiamo la guardia» 


06 aprile 2022


MODENA. Dalla situazione Covid al futuro di un sistema che punta sul territorio e sulle Case della Salute: l’assessore regionale Raffaele Donini interviene sul presente e sul futuro della sanità.

Assessore, partiamo dal Coronavirus...

«Da qualche giorno siamo usciti dal periodo di emergenza, ma i dati del contagio rimangono ancora alti. I modenesi hanno risposto in maniera virtuosa alla vaccinazione, con una copertura di oltre il 92%, l’unica via per contrastare il virus. L’esperienza ci ha insegnato che è prudente continuare ad essere cauti e continuare a osservare le principali abitudini di sicurezza sanitaria. E lo dobbiamo fare anche se siamo formalmente usciti dal periodo di emergenza, dato che il virus continua ad essere presente in maniera ancora importante. Adesso è comunque tempo di guardare avanti, lavorare per la sanità del futuro, una sanità territoriale, di prossimità».

Si parte dal Pnrr?

«Il Pnrr è il principale strumento per finanziare questa nuova sanità. A Modena l’investimento è davvero imponente, 73 milioni di euro divisi tra gli interventi di competenza dell’Ausl e quelli dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria. Non partiamo certo da zero, basti pensare che l’Emilia Romagna conta già 127 case della salute, che rappresentano un quarto del totale nazionale. La prossimità, insomma, per noi non è uno slogan, ma una scelta fatta già da tempo».

Quali sono le caratteristiche di queste realtà?

«Saranno sempre di più i punti di riferimento sanitari per i cittadini, vicini alle loro case, integrati nei quartieri. Dobbiamo immaginare un presidio in cui i professionisti sanitari collaborano in equipe, in cui prende forma l’integrazione sociosanitaria, con i medici di medicina generale - fondamentali sia nella gestione della pandemia che nella loro attività pre-Covid - che assicureranno una quota oraria del loro impegno proprio nelle case della comunità. Ci saranno anche gli infermieri di comunità e, come promesso, anche gli psicologi, che lavoreranno in stretta collaborazione con la rete di supporto psicologico e sociale del territorio».

Un nuovo punto di riferimento a cui i cittadini dovranno abituarsi.

«Il nostro obiettivo è questo. Puntiamo anche a introdurre alcune attività di chirurgia ambulatoriale. E un ulteriore obiettivo è anche limitare gli accessi impropri al pronto soccorso, facendo quindi delle case della comunità il punto di riferimento per quei casi che, con ogni evidenza, sarebbero codificati come codici bianchi al pronto soccorso. Stiamo valutando un’apertura almeno fino alle 20, ma su questo prenderemo una decisione definitiva più avanti».

Sul territorio modenese dovrà essere garantito un equilibrio delle presenze di queste strutture?

«Si, ed è proprio così. Per le case della comunità nel modenese il Pnrr prevede un investimento di quasi 20 milioni, per 13 interventi. I Comuni interessati, tra nuove costruzioni, manutenzioni o ristrutturazioni sono Concordia, Cavezzo, Guiglia, Castelfranco, Sassuolo, Formigine, Montefiorino, Zocca, Vignola, Pavullo, Pievepelago e Fanano».

La nuova sanità passa anche attraverso gli ospedali della comunità.

«Anche su questo l’investimento nel modenese è notevole, quasi 11 milioni di euro, per strutture - nuove o da ristrutturare - che hanno il compito di gestire degenze brevi soprattutto per pazienti che hanno bisogno di interventi di bassa o media intensità clinica. Il Pnrr li prevede a Fanano, Modena, Vignola e Sassuolo».

Anche per l’Azienda Ospedaliero-Universitaria il Pnrr è un’occasione irripetibile.

«Si, parliamo di oltre 27 milioni di euro, di cui 16 e mezzo per l’aggiornamento tecnologico e digitale e quasi 11 per l’adeguamento antisismico. L’aggiornamento tecnologico, in particolare, qualificherà il Policlinico e l’ospedale di Baggiovara con la digitalizzazione dei dipartimenti di Emergenza urgenza e accettazione, ma assicurerà anche la possibilità di sostituzione di macchinari esistenti e di acquisizione di nuovi, tra cui ecografi o tac».

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