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Sassuolo, licenziamenti in vista al Pam Panorama: «Noi non molliamo»

Mobilitazione per difendere 16 posti di lavoro in bilico: «Troppe incognite, aspettiamo un piano di sviluppo»


16 aprile 2022 Stefania Piscitello


Un confronto col direttore generale, un piano strategico per rilanciare il punto vendita e la tutela di quei posti a rischio, definiti dall’azienda “esuberi”. Questo chiedono i dipendenti Pam Panorama che ieri mattina con sindacalisti e simpatizzanti, per una cinquantina di presenze in tutto, ha manifestato con un presidio davanti al supermercato.

L’astensione dal lavoro per l’intera giornata è stata proclamata dai sindacati Filcams Cgil e Fisascat Cisl per protestare contro i 255 esuberi tra Lazio, Toscana ed Emilia, di cui 16, come detto, solo a Sassuolo. Nel punto vendita locale i dipendenti – compresi capi reparto e direttore – sono 83: ciò significa che se non si riuscirà a trovare un accordo, quasi il 20 per cento di loro perderà il posto di lavoro.

«Dicono di avere un calo di fatturato – così Monica Morandi, delegata sindacale e dipendente di Panorama da quasi 22 anni – e quindi il loro sistema è tagliare sul personale. Non hanno nessun tipo di piano industriale di rilancio. Nell’incontro del 12 di aprile il direttore generale non si è presentato».

Fabio Sponza lavora nel punto vendita dal 2002 ed è delegato sindacale: «È un chiaro piano per mandare via le persone con contratti molto vecchi e prenderne altre con contratti nuovi, sfruttabili, con domeniche integrate, salari più bassi, festività integrate nell’orario».

Interviene Patrizia Finizio di Fiscam Cigil Sassuolo: «Noi di Cgil in unitario con Cisl vogliamo cercare un incontro al tavolo con l’azienda, ma fino ad oggi il direttore non si è mai presentato per darci risposta. Quello che noi chiediamo è per ragionare su un piano industriale».

I lavoratori spiegano come già adesso, con 83 dipendenti, dei reparti siano scoperti in determinati orari: licenziare 16 persone vorrebbe dire ridurre all’osso il personale. «Ieri io – così Monica Morandi – non sono andata in pausa perché non c’era nessuno che mi potesse sostituire in panetteria».

Quanto ai 16 licenziamenti, l’azienda non ha ancora fatto nomi: «Hanno stilato una lista di figure relative a certi reparti. Negli ultimi anni stanno puntando sui freschi e freschissimi e meno sull’industriale, ossia lo scatolame, facendo vedere che c’è un dipendente di “serie A” e uno di “serie B”. Ma siamo tutti uguali e con l’apertura dei licenziamenti siamo in ballo tutti».

Fondamentale trovare un accordo: ci sono adesso i tempi di legge, una settantina di giorni. «In caso di mancato accordo – concludono – l’azienda potrebbe procedere unilateralmente come ha sempre fatto. Chiediamo una presa di posizione forte anche da parte della politica».

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