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I giovani carpigiani da Francesco: «L’abbraccio del Papa dopo anni di pandemia è un’emozione enorme»

Centinaia di adolescenti della Diocesi di Carpi in piazza San Pietro «Le sue parole ci fanno ripartire con entusiasmo verso l’estate»  


19 aprile 2022 Serena Arbizzi


CARPI. «Dopo anni in cui i giovani sono stati costretti all’isolamento, condividere un momento come quello in piazza San Pietro è stato davvero commovente: ci dà il lancio per partire con il piede giusto verso un’estate di partecipazione».

Don Riccardo Paltrinieri, in qualità di assistente alla pastorale giovanile, ha accompagnato i giovani delle parrocchie di Cibeno e Fossoli a quello che, di fatto, è stato il primo grande appuntamento pubblico dal vivo a Roma con il Papa, dopo il lungo isolamento dettato dal Covid.

Ieri decine di migliaia di adolescenti fra i 12 e i 17 anni - il conteggio finale parla di 80mila presenze: ne erano attese 50mila - hanno condiviso un intenso evento intitolato: “Seguimi”. Da Carpi sono partiti 285 iscritti, provenienti da 18 parrocchie, che hanno voluto arrivare a Roma fin dalle prime ore del mattino, per arrivare pronti e preparati all’incontro con in Vaticano. L’evento si colloca all’interno di un progetto più ampio avviato quest’anno dalla Chiesa italiana, intitolato “Seme divento” ed è rivolto proprio agli adolescenti e ai loro genitori.

«È stato molto emozionante vedere papa Francesco circondato da tanti adolescenti: ci ha arricchiti molto – rimarca don Paltrinieri – Siamo riusciti ad assistere dall’ingresso della piazza, fra i due colonnati. Prima ancora, al mattino, abbiamo condiviso un giro per Roma . Finalmente, dopo anni così difficili, abbiamo potuto condividere un momento insieme, in attesa di ascoltare le parole del Papa, che ha parlato di una “piazza San Pietro a digiuno”, perché vuota per tanto tempo. Mentre oggi (ieri per chi legge, ndr), si è riempita nuovamente. Sono state parole molto efficaci. Speriamo che questo si traduca in una partecipazione entusiasta anche ai campi che offriranno nuove esperienze, dal punto di vista pastorale ed evangelico», conclude il religioso mentre è impegnato nel rientro a Carpi dopo la full immersion a Roma.

Parole di soddisfazione anche quelle di Lucia Truzzi, della parrocchia di Gargallo, che ha accompagnato un gruppo di quattro giovani.

«È stato bello ritrovarsi insieme dopo tanto tempo, anche se al tempo stesso complicato, per via dell’organizzazione di un evento così importante – dice – La condivisione con ragazzi delle scuole medie e superiori è stato uno degli aspetti più toccanti. Anche l’incontro con i ragazzi della Diocesi di Modena è stato molto bello».

I 600 partecipanti delle due Diocesi - quella di Carpi e di Modena-Nonantola - si sono ritrovate alla parrocchia di San Gregorio, dove il vescovo Erio Castellucci li ha salutati. «Don Erio ha fatto una battuta perché in metropolitana c’erano i romani in fermento – racconta Lucia – Credevano che fosse per il concerto di Blanco, mentre hanno scoperto che era per Papa Francesco. Don Erio ha rilanciato con noi l’idea di pellegrinaggio, del camminare insieme con la stessa meta. E ha partecipato tra i ragazzi, senza aggregarsi ai vescovi».



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