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«Facciamoci un selfie». E così rapinano Leclerc a Viareggio. Il campione ha provato a inseguirli

Roy Lepore

L’allenatore personale di Leclerc, il viareggino Andrea Ferrari, scrive un post polemico per denunciare la scarsa illuminazione della strada dove è avvenuta la rapina

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Viareggio. «Grande Charles, facciamoci un selfie». Lui, che ha riportato a Maranello il sogno di vincere il Mondiale di Formula 1, è un campione dal cuore caldo: non si fa pregare e si ferma con la sua Ferrari d’ordinanza. Loro, i due uomini in scooter, non aspettano altro. Gli sfilano dal polso l’orologio, e che orologio: un Richard Mille dal valore di mercato di centinaia di migliaia di euro. Forse un paio di milioni, nel caso di un pezzo unico come quello che la casa produttrice, partner della Ferrari, ha regalato al campione e testimonial Charles Leclerc.

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Quello che accade dopo è ancora più incredibile. Stando alle testimonianze, Leclerc insegue i due nel tentativo di recuperare il maltolto. Partenza con sgommata, ma la pista non è quella del Bahrein né quella di Melbourne, dove il pilota ha vinto accendendo le speranze mondiali della Rossa. Siamo nella più prosaica via Salvatori, quartiere viareggino della Darsena. Una zona bene della città, tormentata però da piccoli e grandi episodi di criminalità. A due passi ci sono la zona sportiva, il palazzetto e lo stadio, e la pineta: i due malviventi la conoscono troppo bene. Charles è abile e riesce quasi a raggiungerli, ma i due scippatori si separano: uno fugge a piedi. E si dileguano, aiutati forse dal buio di una strada poco illuminata. Tanto che l’allenatore personale di Leclerc, il viareggino Andrea Ferrari (un nome, un destino), con cui Charles aveva trascorso la Pasquetta a Viareggio e con cui stava organizzando la ripartenza per Maranello, ha scritto un post polemico su Instagram: «Sono mesi che via Salvatori è completamente al buio. Sono mesi che facciamo segnalazioni di questo. Bene, in via Salvatori ci hanno rapinato. Pensate di sistemate i lampioni prima o poi? Chiedo per un amico a Comune di Viareggio». L’amico, manco a dirlo, è il campione. “Il Tirreno” è andato sul posto per verificare e ci sono tre pali dell’illuminazione pubblica privi totalmente delle lampadine.

Il colpo avvenuto la sera di Pasquetta è divampato ovunque. A Viareggio e in Versilia lo scippo dei Rolex è abitudine triste. Ma stavolta la vittima è l’uomo che, nella speranza degli appassionati ferraristi, può fare la storia del Cavallino. Certo, Leclerc è Leclerc: va in giro con la Ferrari nera e un orologio che, male che vada, passa di mano per 300-400mila euro. Però è un campione che ama il contatto con la gente. Quando in via Coppino, a poche centinaia di metri da dove è avvenuto il fattaccio, alcuni tifosi lo avevano avvicinato per fare delle foto chiedendogli di riportare la Ferrari sul tetto del mondo, lui non si era negato.

Tra l’altro il monegasco Leclerc è un habitué di Viareggio. In passato, prima di approdare alla Ferrari, frequentava come tanti altri colleghi piloti il centro Formula medicine a Capezzano Pianore (nel Comune di Camaiore ma a due passi da Viareggio), diretto dal dottor Riccardo Ceccarelli. Lo stesso Leclerc, in più di una occasione, ha ringraziato tutto lo staff che lo ha seguito nella sua permanenza da Ceccarelli, che ha contribuito certamente a farlo crescere e maturare. Si è allenato anche in spiaggia, al bagno Flora all’inizio del Molo in Passeggiata. Come detto, il suo preparatore Andrea Ferrari è viareggino e attaccato alla città: è anche il preparatore della squadra del Viareggio Beach Soccer. Non a caso Charles un pomeriggio si recò a sorpresa a far visita alla squadra bianconera, e anche in quella occasione dimostrò la sua grande disponibilità. Insomma da queste parti si è sempre trovato bene e in città stanno vivendo l’accaduto con mortificazione e un po’ di vergogna. Adesso sarà il personale della compagnia dei carabinieri diretta dal maggiore Edoardo Cetola a fare luce su quanto accaduto per cercare di risalire agli autori del furto.

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