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Modena, truffa da 13 milioni con i bonus edilizi

Imprenditori locali e di Casal di Principe indagati: lavori fittizi per generare crediti poi venduti a blocchi da mezzo milione


21 aprile 2022 F.D.


MODENA. Un’altra truffa con i bonus edilizi che tanto fanno gola ai cittadini, alle imprese sane ma anche a quelle fittizie, che non esitano ad insinuarsi nei lati oscuri della legge. Ne è la riprova il decreto di sequestro preventivo emesso dalla Procura di Napoli Nord relativo a crediti derivanti dai bonus per oltre 13 milioni di euro. Erano nella disponibilità di due imprenditori edili che agivano nelle province di Caserta e Modena, uno dei quali percepisce anche il reddito di cittadinanza. Si tratta di un imprenditore di Casal di Principe e di un turco, che vive nella nostra città.

«Dagli approfondimento esperiti sulle movimentazioni anomale dei crediti – scrive la Guardia di Finanza di Aversa, che ha effettuato i sequestri e guidato le indagini – è emerso che i due imprenditori, senza disporre di una concreta organizzazione aziendale avevano generato crediti d’imposta derivanti da lavori di ristrutturazione edili mai effettivamente svolti, per i quali non erano neanche emesse le fatture nei confronti dei presunti clienti».

In sostanza i due non avevano dipendenti né attrezzature per poter effettuare cantieri imponenti (e forse neppure di dimensioni ridotte visto che il turco aveva una capienza irrisoria) ma si erano ben inseriti nel sistema dei bonus. «I crediti generati venivano ceduti, solitamente in tranche di 500mila euro, a una moltitudine di soggetti, privi della necessaria forza economia per poter pagare il prezzo della cessione del credito e, in alcuni casi, percettori di reddito di cittadinanza, che avevano l’esclusivo compito di rivendere i crediti d’imposta agli istituti di credito i quali, ignari della provenienza delittuosa dei crediti, provvedevano a monetizzarli».

Un sistema già emerso anche in passato ma che continua a creare non poche preoccupazioni nei vari investigatori che ogni volta si imbattono in truffe analoghe. Poche settimane fa era stata la Finanza di Crotone ad arrivare fino a Vignola per seguire le tracce di un piano analogo quantificato in circa 16 milioni di euro. Stavolta sono le Fiamme gialle di Aversa ad arrivare a Modena per procedere con i sequestri. «All’esito dell’attività di indagine – precisa in una nota la dottoressa Antonietta Maria Troncone, procuratore di Napoli Nord – la Procura della Repubblica di Napoli Nord ha emesso un provvedimento finalizzato al sequestro dell’ammontare dei crediti d’imposta ancora nella disponibilità dei due imprenditori, finalizzato ad evitare che tali crediti possano essere ancora ulteriormente rivenduti ad ignari intermediari finanziari, aggravando le conseguenze dei reati di truffa ai danni dello Stato e riciclaggio, perpetrati attraverso le fittizie generazioni di crediti d’imposta e le successive cessioni, volte a monetizzare i crediti e a dissimulare la provenienza delittuosa».



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