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Modena. Industria e commercio Addio a 14mila contratti Ma il settore costruzioni continua a crescere

I numeri Istat per il biennio suddivisi per comparti produttivi Nonostante la crisi, l’edilizia ha guadagnato 5mila occupati 


27 aprile 2022


MODENA Da 320mila occupati nel 2019, ovvero il 69,9% dei residenti di età compresa tra 15 e 64 anni, a 313mila lavoratori nel 2020, passando al 68,3% di occupazione, per scendere ulteriormente a 312 persone occupate nel 2021, ovvero il 67,7% dei modenesi in età lavorativa. I dati Istat fotografano una realtà in cui sono stati persi 8mila posti di lavoro nei due anni della crisi legata alla pandemia. Ma come è distribuita la perdita dei posti di lavoro tra i diversi settori? A perdere di più sono stati il commercio e l’industria, mentre agricoltura e servizi hanno sostanzialmente tenuto, con il settore costruzioni che ha registrato un aumento degli occupati.



Partendo dall’industria, dunque, secondo i dati Istat gli occupati in provincia di Modena nel 2019 erano circa 124mila, registrando un crollo nel 2020, quando il numero dei lavoratori di questo settore è sceso a 109mila. Una perdita parzialmente recuperata nel 2021, anno nel quale gli occupati modenesi del settore industria sono risaliti a 117. Il saldo rispetto all’anno pre-Covid resta comunque negativo, con la perdita di 7mila posti di lavoro nel giro di due anni.

L’altro settore pesantemente colpito dalla crisi è quello del commercio, che nel 2019 contava 42mila occupati. Secondo i dati Istat, nel 2020 il numero dei lavoratori è rimasto stabile, registrando invece il crollo nel 2021, quando i lavoratori del settore commercio sono scesi a 35mila: anche qui, il saldo negativo è di 7mila posti di lavoro. Più stabile il settore agricoltura, che da 9mila occupati nel 2019 è sceso a 8mila nel 2021, mentre i servizi, che nell’anno pre-Covid contavano 138mila lavoratori, sono cresciuti a 141mila nel 2020, per risentire della crisi l’anno successivo, portandosi quindi a 135mila lavoratori. Va decisamente meglio per il settore costruzioni, dove il saldo tra il 2019 e il 2021 è positivo: nell’anno pre-Covid il Modenese contava 12mila occupati, saliti a 13mila nel 2020, e passati a 17mila nel 2021, con una crescita complessiva di 5mila addetti in due anni.

Ma come sono andate le cose a livello regionale? Il dato generale dell’Emilia Romagna ricalca in linea di massima quello modenese, con il settore industria passato dai 553mila occupati del 2019 ai 522mila registrati nel 2020, passando poi a 533mila nel 2021, con un saldo negativo di 20mila addetti. Spostandosi all’altro settore fortemente penalizzato, quello del commercio, nell’anno pre-Covid in regione si contavano 270mila occupati, scesi a 262mila nel 2020 e a 258mila nel 2021: anche qui la discesa partita nell’anno della pandemia si è trascinata anche nel 2021, portando ad un saldo negativo di 12mila posti di lavoro. In calo anche il settore servizi, passato da un milione e 28mila lavoratori nel 2019 a 996mila nel 2020, dato confermato anche per il 2021: in questo caso, i posti di lavoro persi sono 32mila. A crescere è stato invece il settore agricoltura, passato dai 72mila occupati del 2019 agli 81mila del 2020, attestandosi quindi a 75mila nel 2021. Come a Modena, è il settore costruzioni a crescere con decisione: se nel 2019 i lavoratori in Emilia Romagna erano 103mila, l’anno successivo il numero è cresciuto a 105mila, registrando un aumento molto deciso nel 2021, quando gli addetti del mondo delle costruzioni sono saliti a 118mila, con un saldo positivo di 15mila lavoratori nel biennio della pandemia.

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