Processo white list, Ventura e i Bianchini condannati
Dieci mesi per l'ex vice prefetto, 18 mesi per Bianchini jr per la rivelazione e l'uso di segreti d'ufficio. Raffica di prescrizioni e assoluzione per tutti per le minacce a prefetto e carabinieri
MODENA. Poco dopo le 17.30 di mercoledì 27 aprile il collegio dei giudici (presidente Pasquale Liccardo con i colleghi Danilo De Padua e Donatella Pianezzi) hanno letto la sentenza sul cosiddetto processo "white list" in cui era imputato anche il senatore Carlo Giovanardi la cui posizione è congelata in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale.
In aula anche il procuratore capo Luca Masini, accanto ai pubblici ministeri Monica Bombana e Giuseppe Amara, che hanno sostenuto l'accusa.
Sensibilmente ridimensionate le condanne rispetto alle richieste iniziali perché per tutti gli imputati tra cui l'ex vice prefetto Mario Ventura, gli imprenditori Augusto e Alessandro Bianchini, Bruna Braga, Marco De Stavola, Daniele Lambertucci e Gian Carlo Moscattini, è caduta l'accusa di violenza o minaccia a corpo politico, amministrativo e militare dello Stato.
Rimangono quindi soltanto le rilevazioni e l'uso dei segreti d'ufficio ossia l'aver attinto (i Bianchini) e l'aver diffuso (Ventura e De Stavola) informazioni riservate sui procedimenti di iscrizione alla white list delle ditte dei Bianchini.
Per Ventura è arrivata una condanna a 10 mesi con sospensione della pena; 18 mesi ad Alessandro Bianchini e al padre Augusto; 16 mesi per De Stavola. E già si pensa ai tempi tecnici delle prescrizioni visto che tutte le azioni avvenute prima del 30 settembre 2014 sono già prescritte e le ultime sono ormai al limite della scadenza.
Spese processuali da rifondere da parte dei quattro condannati alle parti civili (Libera, Cgil, e Fillea).
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