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cronaca

Nannetti resta sindaco di Nonantola. Adesso la Giunta pensa alle querele

Antonucci è assente, mentre “Una mano per” si astiene. Offese sui social: pratiche a un avvocato 


28 aprile 2022 Ernesto Bossù


Nonantola. Alla fine si è trattato di un vero e proprio formalismo. L’astensione dei due civici di Una mano per Nonantola, la non partecipazione al voto di Forza Italia unitamente alla mancanza di Francesco Antonucci, consigliere di Nonantola libera che ha rinunciato alla seduta per non contribuire «a una farsa», hanno permesso al sindaco Federica Nannetti di rimanere in carica come primo cittadino del paese.

Il risultato parla chiaro: 7 i contrari alla mozione di sfiducia, tutti i Dem, 4 favorevoli, Progetto 2030 e Movimento 5 stelle, 3 astenuti, i civici assieme al primo cittadino, un altro paio, gli azzurri, usciti dalla sala. Al termine della votazione scoppia l’applauso tra il pubblico presente, che si alza in piedi tributando una standing ovation alla maggioranza.

Al contempo si va verso l’assunzione di un avvocato per querelare tutti quei profili social e i conseguenti gestori che, durante il mese di aprile, hanno minacciato ed insultato pesantemente il primo cittadino.

Già da giorni, in verità, il vento in casa Pd tirava a favore. Le manovre dietro le quinte tra i Dem e gli ex alleati hanno portato a un accordo, incentrato su una revisione del progetto Pip Gazzate, e che proprio oggi vedrà la prima prova generale, rappresentata dalla votazione assembleare di un’importante variazione al bilancio. Una mano per Nonantola, infatti, presentatosi alle elezioni del 2019 con i Dem, aveva inizialmente sottoscritto la mozione di sfiducia, salvo poi astenersi alla votazione della stessa e sedere a fianco agli ex alleati.

«Questa drammatica situazione – illustrano i civici Gianluigi Monari e Giovanni Serafini – ha fatto sì che ci fosse una possibilità di incontro sui motivi della sfiducia, e lavoreremo affinché si crei un largo campo progressista».

La prima stoccata alle opposizioni la sferra Stefania Grenzi, segretaria e consigliera del Pd locale: «Nessuno è esente da responsabilità ma le criticità espresse dalla mozione sono superficiali e confuse. L’Amministrazione si è sempre mossa secondo la legge, al contrario di quanto qualcuno insinua», dice.

Poi la palla passa al sindaco, acclamato all’entrata in aula da una cinquantina di persone con striscioni e cartelloni. «Non è una cosa semplice – racconta – ricevere una mozione di sfiducia dopo i tre anni che abbiamo passato, tra alluvione, pandemia e guerra. Io credo che per rispetto dei cittadini nonantolani da domani sia necessario ricominciare a lavorare con maggiore serenità, a favore della comunità».

Nannetti, nel merito dell’atto, afferma che «la sfiducia in sé non ha fondamento, è molto bizzarra. Una mano per Nonantola è per me il principale interlocutore, e quando parlano di confronto devono partecipare al processo decisionale, talvolta scontrandosi con i restanti membri della Giunta, e non uscire dalla maggioranza. Ma nonostante ciò vorrei subito provare a ricominciare a lavorare seriamente. In questo mese sono state dette tante cose, che hanno lasciato altrettante ferite».

La vicenda centrale del dibattito è stata il Pip Gazzate. «Le questioni urbanistiche – continua il primo cittadino – devono necessariamente andare in Consiglio comunale. È democratico sfiduciare il sindaco perché non arrivi mai un progetto in assemblea per essere votato?».

È contento dell’esito della votazione Alessio Ruizzo, cittadino coordinatore del comitato “No al commissariamento di Nonantola” che si è radunato davanti all’aula prima della votazione per sostenere Nannetti: «Siamo soddisfatti, perché tra sit-in e raccolta firme, sottoscritta da 1850 persone, di cui 1307 residenti nel territorio comunale coinvolto, abbiamo dimostrato tanta compattezza. Il commissario non sarebbe stato la soluzione, avrebbe comportato importanti rallentamenti».

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