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cronaca

Finale, si apre un processo sulla discarica: vanno a giudizio tutti i sei imputati

I dirigenti di Arpae e Feronia dovranno rispondere di pesanti accuse sull’inquinamento dei terreni


30 aprile 2022 D.M.


Finale. Dopo sette udienze davanti al gup si chiude con il rinvio a giudizio di tutti e sei gli imputati il procedimento sulla discarica di Finale.

Il giudice dell’udienza preliminare, dottoressa Antonella Pini Bentivoglio, ieri ha valutato che gli ex vertici di Feronia (società che gestisce la discarica finalese) e funzionari di Provincia e Arpae meritino di essere giudicati dal collegio di giudici, fissando la prima udienza per il 5 luglio.

Si apre così un processo per Giovanni Rompianesi, storico dirigente della Provincia di Modena per quanto riguarda Valutazioni e Controlli Ambientali, e poi dirigente anche di Arpae. Così come per Barbara Villani, attuale dirigente Arpae, responsabile Area Autorizzazioni e Concessioni. Con loro vanno a giudizio, sempre per Arpae, Annalisa Zanini (responsabile Distretto Area Nord-Carpi) e Daniela Sesti (responsabile del servizio Sistemi Ambientali), che secondo l’accusa avrebbero omesso di comunicare a Regione e Comune gli esiti degli accertamenti dai quali emergevano vari superamenti della soglia di contaminazione di alcune sostanze presenti nelle acque sotterranee. Dati che lo stesso Rompianesi, sempre secondo l’accusa, pur consapevole di valori preoccupanti emersi dai piezometri, non avrebbe trasmesso al pari della Villani. Poi ci sono i responsabili della società Feronia: Gianluca Valentini, ex presidente del Cda, e Riccardo Superbi, amministratore delegato.

A vario titolo gli imputati devono ora rispondere di reati ambientali e abusi d’ufficio. Nel corso dell’udienza preliminare il pubblico ministero Marco Niccolini ha modificato anche l’imputazione, trasformandola da inquinamento colposo a doloso, ipotizzando quindi un reato continuato e consapevole. L’accusa ha infatti riscontrato elevati livelli di concentrazione di inquinanti nelle falde, livelli che hanno superato il limite consentito dalla legge. Ed è intorno a quei parametri che le varie difese avevano tentato di concentrarsi, depositando perizie che andavano in senso opposto a quelle emerse dopo le indagini dei carabinieri Forestali, tentando in questo modo di evitare il processo.

Non è stato così, e adesso si prospetta una battaglia particolarmente interessante in dibattimento. Dove farà sentire la propria voce anche il Comune di Finale, che si è costituito parte civile, così come l’osservatorio civico “Ora tocca a noi”, associazione che anche giovedì ha organizzato una serata informativa sui temi ambientali del paese. «Le ipotesi della procura hanno trovato conferma in questo rinvio a giudizio – spiega l’avvocato Livio Veronesi, che rappresenta il Comune di Finale – per noi era un passaggio importante e utile anche per permettere ai finalesi di capire la situazione. Siamo soddisfatti». «Siamo molto soddisfatti – gli fa eco Francesco Cavazzuti, avvocato dell’osservatorio insieme ad Alina Corazzari – il quadro accusatorio ha superato il primo vaglio, reggendo su tutto il fronte. Non era scontato, è importante che il gup non abbia modificato nulla del capo di imputazione. Ci prepariamo ora al dibattimento».

Ma anche l’altro fronte è combattivo: «Sono convinto della correttezza dell’operato del mio assistito – ribatte l’avvocato Luca Scaglione che difende Rompianesi – e fiducioso che il dibattimento restituisca la realtà dei fatti. È quantomeno singolare che una discarica che raccoglie, nell’interesse della collettività, i rifiuti di tutta l’Emilia Romagna fondandosi su provvedimenti legittimi emessi da tutti gli enti territoriali e dagli organi di controllo, abbia dato luogo a una vicenda giudiziaria». La dottoressa Pini Bentivoglio si è infine riservata sulla richiesta di Feronia di dissequestrare la discarica al fine di effettuare alcuni interventi utili ad adeguare l’area alle ultime prescrizioni, richiesta a cui la procura ha dato parere negativo.



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