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Offese dei no-vax, anche l'ex senatore del Pd Vaccari nel mirino dei fanatici “ViVi”

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Offese dei no-vax, anche l'ex senatore del Pd Vaccari nel mirino dei fanatici “ViVi”

L’ex parlamentare vittima di messaggi deliranti. Aveva espresso solidarietà nei confronti della Cgil dopo l’atto vandalico

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MODENA Dopo le scritte sui muri della sede della Cgil di Modena, il gruppo no-vax ViVi prosegue la sua azione intimidatoria sui social network nei confronti di chiunque abbia espresso solidarietà al sindacato nei giorni scorsi.

L’ultimo a finire nel mirino di quella che può essere definita solo come una setta negazionista anonima è Stefano Vaccari, ex senatore e responsabile organizzazione del Pd: «Pubblico solo alcuni degli innumerevoli post di insulti e minacce che hanno inondato il mio profilo Facebook dopo il messaggio di solidarietà alla Cgil di Modena. Centinaia di messaggi deliranti, offensivi e minacciosi. Sono organizzati certo, sono squadristi della peggiore specie certo, ma se credono di farmi paura hanno sbagliato di grosso. Le loro azioni non mi impediranno di stare dalla parte opposta alla loro, quella della scienza, della tutela della salute pubblica, della democrazia, della trasparenza, della libertà».

I messaggi vengono sempre inviati tramite profili fasulli e hanno toni deliranti e si scagliano contro i vaccini e la scienza. Già nei giorni scorsi erano stati colpiti i profili di Articolo Uno, di Arci Modena, del sindaco Gian Carlo Muzzarelli e di quello di Carpi Alberto Bellelli.

Sui fatti, e in particolare sulle scritte alla sede della Cgil, sta indagando la Digos di Modena. Ma già decine di questure di tutta Italia hanno raccolto denunce nei confronti dei no-vax ViVi che ormai da oltre un anno hanno invaso gli spazi social di medici, organizzazioni sindacali, politici e giornalisti con offese e messaggi intimidatori. Non solo. Si sono anche resi protagonisti di atti vandalici presso gli hub vaccinali e altri luoghi sensibili, come scuole e altre istituzioni.


“Anche Stefano Vaccari, ex senatore e responsabile dell’Organizzazione della segreteria nazionale del Pd - commenta Gianni Giovannetti, direttore Relazioni istituzionali del Gruppo Sae -  è finito nel mirino di questo gruppuscolo di provocatori neofascisti per aver riaffermato il primato della scienza, della salute, della democrazia sulla stupidità. A Stefano va tutto il mio sostegno e la mia solidarietà, anche a nome del Gruppo Sae – Sapere Aude Editori che pubblica, tra gli altri quotidiani di Toscana, Sardegna e Emilia, la Gazzetta di Modena”.

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