Gazzetta di Modena

Modena

Due pazienti modenesi: «Chiedevano di pagare di nuovo i ticket Ausl»

Carlo Gregori
Due pazienti modenesi: «Chiedevano di pagare di nuovo i ticket Ausl»

La coppia di Modena racconta: «Trovate in casa le ricevute del 2018: abbiamo dovuto dimostrare il loro errore. Da Mediacom nessuna scusa»

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MODENA. «Per fortuna, appena abbiamo letto le due lettere ci siamo accorti che c’era un errore: ci chiedevano i soldi dei ticket ma noi li avevamo pagati. Quando li abbiamo mandati, loro ci hanno risposto con un modulo di frasi di circostanza senza riferimenti al loro errore, come se niente fosse. Era tutto a posto: caso chiuso». Spunta un altro caso allarmante sulla riscossione a pioggia messa in atto dall’Ausl di Modena tramite una ditta incaricata, Mediacom srl. Se nelle scorse settimane sono arrivate migliaia di raccomandate per chiedere cifre grandi, piccole e infime risalenti anche a sette anni prima, ora qualche utente si accorge che le richieste sono a volte infondate e che se non si sta attenti, si rischia di pagare due volte un ticket solo in base a un’intimazione ricevuta. «Non è affatto un bel segnale - spiega Daniele, 56 anni di Villanova – non spetta al cittadino fare le verifiche se il mancato pagamento del ticket è un fatto reale o no da parte di chi lo esige, in questo caso l’Ausl di Modena e l’azienda appaltatrice per la riscossione. Sono loro a dover dimostrare che non si è pagato. È grave perché si raccolgono soldi in modo indebito».

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La vicenda riguardava la moglie di Daniele. Due settimane fa la donna ha trovato nella buca della posta due lettere. «Non erano neanche delle raccomandate – racconta il marito che ha deciso di far conoscere il caso ai modenesi – erano due semplici lettere della ditta incaricata dalla Regione (e quindi dall’Ausl di Modena) di chiedere e riscuotere i soldi per i mancati pagamenti sanitari. In una delle due si chiedevano 24 euro per una visita ambulatoriale del 2018, nell’altra 34 euro per un esame diagnostico, anche questo del 2018. Siamo rimasti sorpresi. Mentre discutevamo di queste richieste, ci siamo ricordati a cosa si riferivano ed entrambi eravamo certi di aver pagato subito i ticket. Dopo cena ci siamo messi a cercare le ricevute. Per trovarle in realtà, abbiamo dovuto scaravoltare la casa per giorni. Ma poi sono saltate fuori. Sì, erano proprio quelle, con lo stesso codice. Ed avevamo pagato subito».

Daniele e sua moglie (che preferisce restare anonima) mandano la documentazione a Mediacom. E venerdì scorso è arrivata la lettera con la risposta. Un testo del tutto anonimo e freddo che riportiamo: «Gentile utente – si legge – in merito alle pratiche in oggetto, con la presente le comunichiamo che i pagamenti da Lei effettuati sono stati correttamente registrati. Le posizioni sono da ritenersi chiuse. Cordiali saluti».

«Mi chiedo – commenta a caldo Daniele dopo la lettura – come è possibile che non ci sia neanche una parola sull’accaduto. Tutto questo non è un loro errore, evidentemente dal loro punto di vista, ma un dovere di verifica di chi riceve la loro ingiunzione. Come si fa a chiedere ai cittadini due volte lo stesso pagamento e se la richiesta è infondata dire “Va bene, tutto a posto”, senza scuse e neanche una spiegazione al cittadino che se ne è accorto?»

In realtà, l’azienda sa perfettamente di questi possibili errori come lo sa l’Ausl (vedi la nota pubblicata qui sotto). Lo si legge nella lettera che invia inizialmente con la richiesta di riscossione là dove, tra altre comunicazioni, si trova una nota intitolata “Se ha già pagato il ticket indicato” con le spiegazioni di cosa fare e dove inviare il materiale documentario che prova di aver già pagato e quindi non dovere niente. Un metodo discutibile che così suscita solo dubbi su ogni richiesta di pagamento: quel ticket non è davvero mai stato pagato, come dicono, o è stato pagato; chiedono lo stesso i soldi caso mai sia andato perso lo scontrino? Bisogna infatti considerare che le richieste risalgono ad anni indietro, nel caso di Daniele e della moglie a quattro anni prima (anche fino al 2015, da quanto è emerso finora) e che non tutti conservano le ricevute pertanto tempo. Quindi, in base alla prassi dell’Ausl che abbiamo descritto, se viene persa è come non aver pagato il ticket? E se invece si trova e si esibisce è come se niente fosse successo?


 

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