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Modena, prostituzione, siringhe e bivacchi, torna il degrado in zona Tempio

Rapporti consumati dietro la chiesa anche in pieno giorno E in via Soli siringhe e rifiuti abbandonati nell’area verde 


10 maggio 2022 Luca Gardinale


MODENA. Da un po’ di tempo c’è anche chi punta a mischiare il sacro e il profano, approfittando di un anfratto nella parete posteriore del Tempio monumentale di San Giuseppe per consumare un rapporto. Succede abbastanza spesso, e succede anche in orari in cui non è affatto buio, tanto che ormai c’è chi si è abituato a tirare dritto fingendo di ignorare quello che succede dietro la chiesa. Del resto, per trovare le prostitute basta attraversare la strada, anche in pieno giorno: ieri alle 16, per esempio, ce n’erano alcune proprio di fronte al Tempio, all’angolo tra via Piave e via Malagoli. Immagini di una zona che continua a fare una fatica tremenda a scrollarsi di dosso i problemi di insicurezza e di degrado, tanto che negli ultimi tempi, nonostante i tentativi di riqualificazione da parte dell’amministrazione e delle tante realtà del territorio, la zona Tempio sembra tornata indietro di parecchi anni.

E se su via Piave si concentra buona parte dei problemi, la situazione è complicata in tutta l’area compresa tra il Tempio e il sottopasso ex Benfra: un percorso di un chilometro che attraversa via Paolo Ferrari, ma soprattutto via Soli, via Maserati e viale Ciro Menotti, nel tratto che arriva davanti al tunnel ancora in corso di riqualificazione.

Un percorso che parte dunque dalla prostituzione a cielo aperto di via Piave - soprattutto nella zona più vicina alla rotonda di piazzale Bruni - e che prosegue in via Soli, dove a sinistra l’edificio abbandonato attiguo al Museo Enzo Ferrari ospita regolarmente bivacchi e spaccio. Più o meno le cose che succedono di fronte, nell’area verde in cui non è raro trovare siringhe usate, oltre a bottiglie rotte e ogni tipo di rifiuto. Proseguendo per via Fratelli Maserati e via Stanguellini, sotto le torri del Centro Ferriere, la sensazione è quella di un progressivo abbandono dell’area: proprio di fronte al cofano giallo del Mef c’è un terrapieno formato da resti di scavi e materiale inerte, probabilmente spostato lì dai tempi dei lavori per la realizzazione del museo. «Quel materiale è stato abbandonato lì da anni - fa notare un gruppo di residenti - eppure di fatto si tratta di un ammasso di scarti e di rifiuti, quindi è inaccettabile che quella collinetta sia ancora lì». Subito dopo il terrapieno, spostandosi verso il sottopasso ex Benfra, davanti ai bidoni per la raccolta differenziata vengono spesso scaricati rifiuti di ogni tipo, a partire dai mobili. Avvicinandosi ancora al tunnel per raggiungere la Crocetta, negli anfratti del grande parcheggio multipiano si notano alcuni bivacchi, con grandi cartoni utilizzati come letti e la presenza di spazzolini e altri utensili. Una situazione simile a quella delle due strutture accantierate dell’ex Benfra, la cui recinzione viene costantemente violata: «La sensazione generale è quella dell’abbandono - riprendono i residenti - perché se è vero che prostituzione e spaccio qui ci sono sempre stati, nella zona tra il Mef e il sottopassaggio si potrebbe fare molto di più per far uscire l’area dal degrado: oltre al terrapieno di materiale inerte, lungo la ferrovia sono stati abbandonate anche decine di blocchi di new yersey che non hanno alcuna funzione».

Nel frattempo, il tratto di viale Ciro Menotti che costeggia la ferrovia è stato trasformato in un parcheggio: di fatto nessun cartello lo vieta, ma ieri la lunga fila di auto posteggiate rendeva praticamente inutilizzabile la corsia che procede verso il Museo Ferrari.

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