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Modena Condannato a 8 mesi per 10 euro di salmone «Non avevo i soldi»

Il 22enne ha ingaggiato una colluttazione con la guardia  ed è stato arrestato per rapina. «Mi dispiace, ho sbagliato»


17 maggio 2022 Daniele Montanari




Condannato a quasi nove mesi di carcere per aver cercato di portare via 10 euro di salmone al supermercato.

È andata decisamente male a un 22enne di origini marocchine, ma domiciliato a San Prospero, che domenica mattina ha commesso uno sbaglio da lui stesso riconosciuto mentre con un amico era andato a fare la spesa al supermercato iN’s di piazza Cittadella. È successo che mentre l’altro ha pagato regolarmente il conto, lui ha tentato di uscire senza pagare portandosi dietro due scatole di salmone e un pezzo di formaggio. Un furto più da fame insomma, che da ricerca di un profitto illecito. Del resto, lui stesso ha detto al giudice di essere in grandi difficoltà economiche, perché non lavora da sei mesi. Il tentativo di furto non è però sfuggito alla guardia giurata di vigilanza, che l’ha subito bloccato. Ne è nata una colluttazione che ha portato entrambi a terra. Immediato l’allarme: sul posto la polizia Locale che, sulla base della ricostruzione della direttrice e del filmato di videosorveglianza, ha arrestato il giovane, in stato di forte agitazione, con l’accusa di rapina.

Ieri mattina è comparso davanti al giudice Danilo De Padua per la direttissima. Assistito dall’avvocato Gianluca Piola, in rappresentanza di Annalisa Tironi, il 22enne ha scelto di rispondere alle domande. La sua versione dei fatti è stata molto diversa: ha detto, come spesso accade in questi casi, che la colpa sarebbe stata della guardia che l’avrebbe “trattato male” nel fermarlo all’uscita. Ha detto addirittura che ci sarebbe stata una signora che gli avrebbe dato i soldi per pagare quello che aveva cercato di prendere in modo illecito. Gli agenti però hanno riferito che le immagini di videosorveglianza documentavano una chiara colluttazione. Il giovane ha parlato anche di un suo stato di debolezza mentale legato a tre anni di permanenza in Libia, in cui ha conosciuto anche il carcere, prima di partire per l’Italia.

Il giudice ha deciso di rimetterlo in libertà, data la lieve entità del fatto, e a quel punto il suo avvocato ha ottenuto subito la sentenza con rito abbreviato: il reato è stato derubricato in rapina impropria, con condanna 8 mesi e 26 giorni di carcere, più 137 euro di multa. Il giudice però ha stabilito la non menzione della condanna nel casellario giudiziale.

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